Emergenza sovraffollamento nelle carceri italiane, Nordio: “dal governo un piano di investimenti straordinario”
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Emergenza sovraffollamento nelle carceri italiane. Una situazione che sta portando a rivolte sempre più frequenti oltre ad una serie preoccupante di suicidi. Dall’inizio dell’anno se ne sono registrati 60: “una carneficina mai vista in precedenza”, l’ha definita Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia penitenziaria.
L’ultimo suicidio ieri a Prato. Un ragazzo di 27 anni si è impiccato all’interno della sua cella. Proprio nel carcere di Prato, nella serata di venerdì 26 luglio, scoppiò una rivolta innescata da un gruppo di circa 20 detenuti della prima sezione che, “per motivi ancora da accertare” come ha riferito la Fp Cgil, aveva “divelto i neon della sezione, lasciando al buio il reparto, usato le brande di ferro per barricarsi, impedendo l’intervento degli agenti di polizia penitenziaria”. La protesta era poi rientrata alle 2 di notte di domenica 28 luglio, “dopo una lunga trattativa di mediazione”.
Un tentato suicidio a Genova. Sempre ieri sera, a Genova una donna ha tentato di togliersi la vita impiccandosi con le lenzuola del suo letto ed è stata salvata in extremis. Trasportata al pronto soccorso, è fuori pericolo ed è stata ricoverata presso il reparto di psichiatria dell’ospedale San Martino.
Tensioni anche a Biella. Nella notte tra il 28 e il 29 luglio, 7 detenuti si sono rifiutati di rientrare in cella. Gli agenti della polizia penitenziaria in servizio hanno assistito a “gravi disordini”, mentre “agenti liberi dal servizio sono stati richiamati per cercare di dare manforte allo sparuto gruppo al lavoro, attese le voragini negli organici della polizia penitenziaria”, ha spiegato Gennarino De Fazio, segretario generale della Uipa Polizia Penitenziaria. Quello di Biella non è un episodio isolato: le proteste si sono verificate anche negli istituti di “Roma Regina Coeli, Terni, e Velletri, dove ancora circa 240 detenuti sono in rivolta”, ha precisato ancora De Fazio.
Per porre un freno alla situazione il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato questa mattina un “disegno coordinato di interventi” per “rinnovare il sistema dell’esecuzione penale in modo da coniugare la certezza della pena con l’efficacia dei percorsi di reinserimento sociale dei detenuti e garantire un impatto positivo sulla sicurezza e la coesione sociale”, ha detto il ministro.
Nordio: “Dal governo un piano di investimenti straordinario”. Il Guardasigilli ha poi annunciato un piano di interventi: “solo nel 2024 abbiamo stanziato 10,5 milioni di euro aggiuntivi, più che triplicato il budget previsto in bilancio di euro 4,4 milioni, per uno stanziamento totale di euro 14,9 milioni”, ha precisato Nordio.
I numeri. Sono 14.500 i detenuti in più rispetto ai posti disponibili e, nel solo 2023, sono stati ben 4.731 i reclusi nei confronti dei quali la magistratura di sorveglianza ha dovuto riconoscere rimedi risarcitori per trattamento inumano e degradante”, ha precisato De Fazio.
