ART News

Agenzia Stampa per emittenti radiofoniche

Emirati Arabi escono dall’Opec dopo 60 anni. Trump respinge l’ultima proposta negoziale iraniana

2 min read

Gli Emirati Arabi hanno deciso di uscire dall’Opec, il gruppo dei paesi produttori di petrolio e dall’Opec+ (che include altri dieci paesi fra cui la Russia) a partire dal 1° maggio dopo ben sessanta anni pianificando un riallineamento strategico nel quadro della guerra in Iran.

È una notizia che riporta Bloomberg citando l’agenzia di stampa emiratina Wam. L’uscita degli Emirati aiuterà il paese a soddisfare la domanda in continua evoluzione, riporta l’agenzia, aggiungendo che il paese aumenterà gradualmente la produzione. Tra i motivi che hanno spinto all’uscita potrebbero esserci dissidi interni legati alla volontà degli emirati di aumentare la produzione interna.

Intanto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, afferma che l’Iran ha comunicato proprio agli Usa di essere vicina al fallimento economico. “L’Iran ci ha appena informato che sono in una situazione di collasso – ha scritto il tycoon su Truth – Vogliono che apriamo lo Stretto di Hormuz, il prima possibile, mentre cercano di capire la situazione della loro leadership, cosa che credo saranno in grado di fare!”.

Trump sembra orientato a respingere l’ultima proposta negoziale iraniana, esaminata ieri insieme ai consiglieri per la sicurezza nazionale, secondo quanto riferiscono alla Cnn fonti ben informate. La motivazione sarebbe che il tycoon avrebbe il timore di indebolire la posizione degli Usa nella trattativa se accetterà di concordare una riapertura dello Stretto di Hormuz e rimandare a colloqui successivi la ricerca di un’intesa sul programma nucleare, come proposto da Teheran.

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha intanto dichiarato a Fox News che una normalizzazione non è possibile alla luce del modo in cui l’Iran gestisce il passaggio nello Stretto di Hormuz, sottolineando che Washington non può tollerarlo.

Il rischio di una nuova “Guerra Fredda”. Il sito d’informazione americano Axios, citando cinque consiglieri che hanno parlato proprio con il capo della Casa Bianca, riferisce che Trump oscilla tra l’ipotesi di nuovi attacchi militari contro l’Iran e l’attesa che la strategia di ‘massima pressione’ economica spinga Teheran a negoziare sul programma nucleare. A Washington starebbe infatti crescendo la preoccupazione per il possibile coinvolgimento degli Stati Uniti in un conflitto “congelato”, senza guerra aperta ma anche senza accordo. In questo scenario, le forze Usa resterebbero dispiegate nella regione per mesi, con lo Stretto di Hormuz chiuso, mentre le due parti continuerebbero ad attendere una mossa dell’avversario.

Autore

Facebook
X (Twitter)