25 Settembre 2020

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Esplosioni Beirut, forse provocate da una fazione sciita per acuire la tensione con Israele

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Una fazione sciita libanese avrebbe organizzato l’attacco al porto di Beirut che ha causato almeno 137 morti e 5mila feriti. Secondo alcune fonti di intelligence (intercettate da Tgom24) il commando avrebbe scatenato l’inferno usando almeno 25 inneschi incendiari al fosforo bianco. L’obiettivo che si fa sempre più strada è quello dell’aumento della tensione con Israele.

Il commando, sempre secondo le fonti di intelligence, subito dopo aver piazzato gli inneschi che hanno generato l’incendio doloso sarebbe fuggito dalla città, dileguandosi lungo il confine tra Libano e Israele, nella zona dove opera la fazione sciita che ha organizzato l’attentato. Non è chiaro se gli attentatori erano a conoscenza della quantità di nitrato d’ammonio presente e del fatto che ci fosse anche un arsenale in uno dei magazzini. Forse l’esplosione è andata ben oltre le loro intenzioni.

Sembra dunque prendere consistenza l’ipotesi che alla base del folle gesto, ci fosse la volontà di aumentare la tensione con Israele, a poche ore dalla sentenza dell’Onu sui quattro membri di Hezbollah coinvolti nell’omicidio dell’ex premier Rafiq Hariri. Ma l’effetto domino causato dall’incendio che ha fatto saltare in aria deposito e arsenale potrebbe alla fine rivelarsi controproducente.

Roberto Caldarulo, il soldato italiano lievemente ferito nell’esplosione al porto di Beirut parla di un boato fortissimo. “La cosa che ci preoccupava e che tutt’ora ci preoccupa è la situazione della popolazione libanese. Noi l’abbiamo vissuta, ma siamo stati davvero fortunati, mentre tante altre persone purtroppo no”, ha aggiunto Caldarulo.

I soccorritori sono ancora al lavoro tra le macerie, per individuare i dispersi. Sono oltre 300mila le persone rimaste senza casa, tra cui 100mila bambini. Gli abitanti si sono rimboccati le maniche per ripulire le strade dai detriti e la diaspora libanese sparsa nel mondo è impegnata a raccogliere soldi per aiutare chi è rimasto ferito o ha perso la casa. Intanto, cresce la rabbia degli abitanti contro lo Stato libanese, in quella che viene vista come l’ennesima, tragica, dimostrazione di un governo corrotto e inefficiente.