23 Settembre 2020

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Estorsioni e violenza: tsunami sulla tifoseria della Juve, 12 misure cautelari

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Un vero e proprio tsunami si è abbattuto sulla tifoseria della Juventus. I capi e i principali referenti dei gruppi ultrà della Vecchia Signora (Drughi, Tradizione-Antichi valori, Viking, Nucleo 1985 e Quelli… di via Filadelfia), sono stati arrestati nell’ambito di un’indagine della procura di Torino che ha portato all’emissione di 12 misure cautelari. Le accuse sono, a vario titolo, associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata. In corso perquisizioni in diverse città.

Secondo gli inquirenti, grazie alla complicità di alcune ricevitorie i leader dei principali gruppi ultras della Juventus distribuivano illegalmente biglietti per entrare allo stadio. I ‘capi’ della curva secondo gli inquirenti, avrebbero anche strutturato una “capillare strategia criminale” per ricattare la società bianconera dopo che la Juve aveva deciso di interrompere una serie di privilegi concessi ai gruppi ultrà.

Tra gli arrestati il capo assoluto deiDrughi’, Dino Mocciola, già finito in carcere all’inizio degli anni Novanta per aver ucciso durante una rapina un carabiniere e considerato uno dei responsabili delle infiltrazioni della ‘ndrangheta in curva, il suo braccio destro Salvatore Cava, il leader dei ‘Tradizione’, Umberto Toia. In manette anche un altro volto storico del tifo, Beppe Franzo, presidente dell’associazione ‘Quelli di via Filadelfia’. Per tutti le accuse sono a vario titolo di associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata.

L’inchiesta è partita ufficialmente circa un anno fa, quando la società bianconera ha denunciato il ricatto cui era sottoposta dai suoi ultrà. Alla fine del campionato 2017/2018 la società ha infatti deciso di interrompere alcuni privilegi concessi ai gruppi ultrà, scatenando la reazione delle tifoserie che, hanno cercato di ripristinare la loro posizione di forza nei confronti del club. L’indagine è legata anche ad un’altra operazione, condotta dalla squadra mobile di Torino, che aveva scoperto le infiltrazioni mafiose della ‘ndrangheta in curva.

Oltre ai leader delle varie tifoserie, sono coinvolte nell’inchiesta anche altre 37 persone, tutte iscritte nel registro degli indagati: si tratta dei referenti dei gruppi nelle varie città italiane e dei rappresentanti di un’altra sigla di ultrà, il “Nab” (Nucleo armato bianconero).

Da stamattina inoltre, sono in corso circa 39 perquisizioni in giro per l’Italia, coordinate dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e con la collaborazione delle Digos di Alessandria, Asti, Como, Savona, Milano, Genova, Pescara, La Spezia, L’Aquila, Firenze, Mantova, Monza, Bergamo e Biella.