ART News

Agenzia Stampa per emittenti radiofoniche

Famiglia nel bosco a Chieti, minori trasferiti in una comunità

3 min read

Il tribunale per i minorenni de L’Aquila ha disposto l’allontanamento dei tre figli della famiglia anglo-australiana che da tempo vive in una casa immersa nei boschi della provincia di Chieti. Il provvedimento, eseguito con l’intervento di assistenti sociali e forze dell’ordine, prevede il trasferimento dei minori in una comunità educativa dove rimarranno insieme alla madre per un periodo di osservazione.

La vicenda era emersa lo scorso anno, dopo il ricovero dei bambini per un’intossicazione da funghi che aveva portato a una segnalazione e alla sospensione della potestà genitoriale, pur senza interrompere la permanenza dei piccoli nell’abitazione isolata.

Nel provvedimento del Tribunale si specifica che la decisione non riguarda il diritto all’istruzione, ma la tutela del diritto alla vita di relazione e della sicurezza dei minori. Il giudice ha evidenziato che l’isolamento può avere effetti negativi sullo sviluppo dei bambini e che le condizioni dell’abitazione non garantivano adeguati standard di sicurezza e salubrità. L’ordinanza richiama inoltre il rifiuto dei genitori di consentire verifiche e controlli sanitari e segnala anche la diffusione pubblica di immagini e dati dei minori come comportamento ritenuto inadeguato. Infine, sul piano educativo, il Tribunale rileva che i genitori non avrebbero fornito la documentazione necessaria per l’istruzione parentale, tra cui la dichiarazione annuale al dirigente scolastico e la validazione ministeriale dell’attestato di idoneità della figlia maggiore, ritenendo dunque insufficiente la prova della regolarità del percorso scolastico domestico.

Giovanni Angelucci, l’avvocato della famiglia dice che nella sentenza di ieri sono state scritte falsità. “I provvedimenti non si commentano ma si impugnano, per questo faremo ricorso. Sono andati in cortocircuito – continua il legale – Nell’ordinanza di insiste ancora sull’istruzione dei minori che, secondo i giudici, non avrebbero l’autorizzazione all’home schooling. Alla più grande viene anche contestato l’attestato di idoneità per il passaggio alla classe terza perché non ratificato dal ministero. Attestato che, invece, c’è ed è anche protocollato”.

Le parole del padre: “Mi sento totalmente vuoto. È una cosa ingiusta, perché togliere i bambini da un luogo dove c’è felicità, dove la famiglia vive felice, nella natura. Non capisco perché, si sta distruggendo la vita di cinque persone”, ha dichiarato Nathan nell’intervista rilasciata a Il Centro. L’uomo ha raccontato la sofferenza dei figli e lo shock dell’allontanamento improvviso: “I bambini hanno sofferto, tolti così velocemente da casa per andare a dormire in un posto che non conoscono”.

Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini commenta il provvedimento del tribunale: “Mi ripropongo, non da ministro ma da genitore, da padre e da italiano, di seguire direttamente la vicenda della famiglia che vive in una casa nel bosco nella provincia di Chieti e, se serve, di andare sul posto perché ritengo vergognoso che lo Stato si occupi di entrare nel merito dell’educazione privata, delle scelte di vita personali di due genitori che hanno trovato nell’Italia un paese ospitale e che invece gli ruba i bambini. Sono stato nel campo rom di Giugliano alle porte di Napoli la settimana scorsa, con centinaia di bimbi in età scolare e non a scuola, sporchi, senza insegnanti, senza luce gas e acqua e con genitori che in molti casi campano rubando. Lì dove sono gli assistenti sociali? Dov’è la procura, il tribunale dei minori, lo Stato?”, ha così concluso Salvini.

Autore

Facebook
X (Twitter)