Fermo, anche Boschi al funerale di Emmanuel. Don Albanesi: “ucciso di botte”

Cambio di programma per il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, che parteciperà in qualità di rappresentante del governo italiano, ai funerali di Emmanuel Chidi Namdi, domani pomeriggio alle 18 a Fermo e non sarà, quindi, alla Festa dell’Unità di Piacenza.

Alle esequie sarà presente anche la presidente della Camera Laura Boldrini, a testimoniare la vicinanza dell’Italia alla vedova di Emmanuel, Chinyery, e ai profughi ospiti del seminario vescovile.

“Sarò in Duomo con il Gonfalone del Comune”, fa sapere il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, “perché questa è una tragedia che riguarda tutta la comunità”. Annunciata anche la presenza del presidente del Consiglio regionale delle Marche Antonio Mastrovincenzo, di altre autorità e di rappresentanti di movimenti e associazioni laiche e religiose. Fermo sarà in lutto cittadino il 12 luglio, giorno in cui è prevista una manifestazione in memoria di Emmanuel.

A ricordare Emmanuel anche il premier Matteo Renzi in conferenza stampa al vertice Nato: “C’è bisogno di combattere l’odio a tutti i livelli”. L’odio “a volte parte dalle forme più banali, piccole, dei social, dal rifiuto dell’altro, e in alcuni casi arriva alla violenza vera e propria”.

Intanto lunedì 11 luglio è prevista l’udienza di convalida del fermo di Amedeo Mancini, l’ultrà in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale con l’aggravante razzista. Lo ha reso noto l’avvocato Francesco De Minicis, suo difensore. Secondo De Minicis, l’autopsia, condotta ieri dal medico legale Alessia Romanelli, avrebbe dimostrato che Emmanuel è stato ucciso da un pugno sferrato tra la mandibola e il labbro inferiore: è caduto a terra e ha riportato la frattura del cranio.

Secondo quanto emerso dagli esami il colpo, sferrato da Amedeo Mancini sarebbe stato forte, ma non fortissimo. Sul corpo sono state rilevate anche un’abrasione al polso, un ematoma a un polpaccio e segni di unghiate. I risultati dell’autopsia, quindi, confermano la tesi della Procura, per la quale Mancini non ha colpito per uccidere.

Non è della stessa opinione don Vinicio Albanesi, impegnato nell’accoglienza di persone in grave difficoltà, parlando del nigeriano assassinato a Fermo da Amedeo Mancini afferma: “Emmanuel Chid Namdi è stato ucciso dalle botte. L’emorragia interna devastante che l’ha ammazzato non è stata provocata dalla caduta ma dal pugno in faccia – continua -. Se chi difende l’aggressore dice parte della verità sull’autopsia, questa mezza verità diventa una bugia”.

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