27 Novembre 2020

ART News

Le Notizie in Tempo Reale

Festadel Cinema di Roma: Elisa Amoruso presenta Maledetta Primavera, Carlo Lavagna il thriller Shadows, mentre fa parlare il documentario su Papa Francesco

4 min read

Sembrava una giornata tranquilla la settima della Festa del Cinema di Roma, a mettere un po’ di pepe ci ha pensato il regista americano Evgeny Afineevsky che ha presentato il documentario Francesco, sul pensiero e sulle opere del Papa. A far molto parlare è un’affermazione di Bergoglio rilasciata in un’intervista al regista. Il Papa si dice favorevole alle unioni civili e alle coppie gay, perché le persone omosessuali sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia: “Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo” – dice Bergoglio nel film – “Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo”. Un discorso che non si riferisce ad un singolo paese, ma al mondo intero e soprattutto è volto a sensibilizzare la Chiesa al suo interno. Un altro tema scomodo trattato nel documentario è quello degli abusi sessuali, a Roma insieme al regista c’era Juan Carloz Cruz, vittima e attivista che ha portato la sua testimonianza e ha ricordato il suo incontro con Papa Francesco: “Mi ha detto quanto fosse dispiaciuto per quello che era successo. Juan, è Dio che ti ha fatto gay e comunque ti ama. Dio ti ama e anche il Papa ti ama”.

Il film più atteso della Festa oggi è, però, Maledetta Primavera di Elisa Amoruso, sceneggiatrice e regista di documentari come il celebre Chiara Ferragni – Unposted. Sul Tappeto rosso la regista e gli attori protagonisti Giampaolo Morelli, Micaela Ramazzati e la giovane Emma Fasano per la prima volta sullo schermo. Nella periferia romana a fine anni Ottanta l’ amicizia e forse il primo amore tra una ragazzina dalla famiglia scapestrata e una giovane straniera mulatta, dal fascino sensuale e misterioso. Un film di finzione, ma ispirato all’infanzia della stessa Amoruso, che da questa storia ha tratto anche un libro, e sui titoli di coda scorrono le immagini dei Super 8 della sua famiglia. “Spesso ai registi esordienti viene chiesto di fare un film che racconti qualcosa di tuo per avere una voce nuova ed originale, e questo credo di averlo fatto” – ci confessa la regista – “volevo raccontare le difficoltà di una ragazza che si trova a diventare donna all’improvviso, che scopre di avere un desiderio verso un’altra ragazza e non verso un ragazzo, che inizia per la prima volta ad avere un vero conflitto con i suoi genitori come tutti gli adolescenti si trovano ad avere. Mi piaceva raccontare questa dimensione intima e al tempo stesso sociale di una periferia diversa che questa ragazzina si trova a vivere e che però è anche una periferia vitale, che ha un contesto sociale vivo al quale questa famiglia si adatta perché si deve adattare, perché in fondo fa parte della vita anche quel caos”. Elisa Amoruso ha voluto intitolare il film con il nome della celebra canzone di Loretta Goggi Maledetta Primavera per un motivo ben preciso: “Maledetta Primavera è una delle mie canzoni preferite e mi ha accompagnato proprio in quel momento della vita che racconto nel film, la preadolescenza e l’adolescenza. E’ una canzone che apparteneva alla generazione dei miei genitori e che tuttavia è stata presa come simbolo e manifesto dei movimenti omosessuali, perché è una canzone che secondo me si adatta benissimo al racconto di qualunque storia d’amore e che quindi attraversa i confini del genere e diventa universale, parla al cuore di tutti”.

Tra gli altri film passati oggi all’Auditorium Parco della Musica Ironbark (The Courier) di Dominic Cooke, action thriller che racconta di un modesto uomo d’affari che si ritrova coinvolto in uno dei più grandi conflitti internazionali della storia: la crisi dei missili cubani. Al Mycityplex Savoy invece la regista Suzanne Lindon ha presentato Seize printemps, storia d’amore tra una sedicenne e un uomo più grande di lei.

Per la sezione Alice nella Città, invece, a La Nuvola, Carlo Lavagna propone il suo thtiller psicologico e distopico Shadows, coproduzione italo-irlandese girata interamente in inglese tra i boschi dell’Isola di Smeraldo. Un film claustrofobico e d’atmosfera, dove la tensione non cala mai tra silenzi e un pericolo invisibile. Una madre e due ragazzine vivono isolate in un vecchio hotel nella foresta, in un modo dal sapore post-apocalittico dove la natura sembra aver ripreso il sopravvento. Solo alla fine scopriremo qual’è davvero la verità, Nel cast anche Mia Threapleton, la figlia di Kate Winslet, una sorpresa per il regista: “quando ho fatto i provini non avevo idea di chi fosse, ma mi ha stupito, Era venuta per il ruolo della sorella minore, e l’avevo notata, ma poi visto che non riuscivo a trovare l’attrice giusta per la sorella maggiore l’ho richiamata mentre stava per risalire sull’aereo verso casa. E’ tornata indietro e ha letto la sceneggiatura del nuovo personaggio durante il percorso e fa una delle scene più importanti in un modo che mi ha molto emozionato molto, era perfetta”.

Infine continuano i forfait, non potrà venire alla Festa del Cinema di Roma Gabriele Salvatore che avrebbe dovuto presentare Fuori era primavera, il suo lungometraggio sull’Italia durante la pandemia. Quasi per uno scherzo del destino è risultato positivo al Covid ed è in isolamento. Fortunatamente è asintomatico e sta bene. Non ci saranno nemmeno i fratelli Marco e Antonio Manetti, stavolta per motivi personali, annullato l’incontro con il pubblico previsto per sabato 24 ottobre.