Formula 1: talenti italiani crescono. Leo Fornaroli su una McLaren nelle prime libere di Barcellona
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L’automobilismo italiano come il tennis azzurro: ultimamente sforna grandi talenti. Dopo lo straordinario 19enne leader del Mondiale di Formula 1 con la Mercedes Andrea Kimi Antonelli, un altro giovane di casa nostra si prepara a debuttare nel Circus. La McLaren, infatti, ha annunciato che Leonardo Fornaroli scenderà in pista venerdì prossimo a Barcellona per la prima sessione di prove libere del Gran Premio di Catalunya al posto di Lando Norris.
Davvero un gran bel salto per il pilota classe 2004 di Piacenza. Leonardo Fornaroli è considerato uno dei talenti più promettenti della sua generazione. La giovane carriera del 21enne: cresciuto nel karting, si è laureato campione di Formula 3 nel 2024 e campione di Formula 2 nel 2025. Il piacentino, dunque, è uno dei pochissimi piloti ad aver vinto F3 e F2 consecutivamente; a dicembre scorso è entrato a far parte del McLaren Driver Development Programm come pilota di sviluppo e collaudatore.
Il debutto al volante di una McLaren. Dopo i primi test di fine marzo a Barcellona con la MCL60 del 2023 in modalità TPC (Test Previous Cars), Leonardo Fornaroli è tornato in pista agli inizi di aprile, questa volta a Silverstone e nuovamente al volante della monoposto portata in gara tre anni fa da Lando Norris e Oscar Piastri: un modello “storico” per celebrare i 60 anni di vita del team inglese. A fine maggio, ad Austin, al termine della due giorni il pilota di Piacenza disse: “Mi sento sempre più a mio agio”.
La gioia di Fornaroli via social. Il Leo della McLaren in vista del GP di Catalunya, in un video su Instagram, ha dichiarato: “Sono molto emozionato di guidare la MCL40 questo fine settimana nella sessione di prove libere 1 di Barcellona. Sarà una grande opportunità per aiutare il team nei preparativi e per lavorare al programma previsto per venerdì. Questa sarà una missione molto importante per me perché sarà la mia prima sessione ufficiale di Formula 1. È qualcosa su cui ho lavorato a lungo, quindi sono molto emozionato”. Piccoli piloti italiani crescono.
