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Giallo Emanuela Orlandi: il fratello Pietro e l’avvocato Sgrò: “Noi la troveremo e Papa Francesco non faccia come Wojtyla e Ratzinger””

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Sono passati quasi due mesi da quando il Vaticano ha fatto sapere alla stampa che il Promotore di Giustizia Alessandro Diddi ha deciso d’indagare sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Ma Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, e il legale della famiglia avvocato Laura Sgrò, non hanno ancora ricevuto una comunicazione ufficiale dalla Santa Sede; lo hanno reso noto a Cusano Italia TV durante la trasmissione “Crimini e Criminologia”. In casa Orlandi trapela comunque ottimismo al punto che Pietro Orlandi ha detto: “Io per il 22 giugno prossimo quando saranno esattamente 40 anni dalla scomparsa di Emanuela, spero finalmente di organizzare un sit-in, una grande manifestazione per festeggiare la fine di questa lunga storia. Stavolta sono più positivo di sempre perché sono convinto che la strada intrapresa sia quella giusta. E’ la prima volta, infatti, che dopo 40 anni lo Stato italiano e il Vaticano provano a collaborare. Il Vaticano ha aperto un’indagine e stanno per partire i lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta. La riapertura delle indagini sulla scomparsa di mia sorella è una decisione presa da Papa Francesco. Finalmente Bergoglio ha preso una posizione che non aveva mai preso in 10 anni di pontificato. Subito dopo l’elezione mi disse ‘Emanuela sta in cielo’. E allora, cosa sa Bergoglio di Emanuela? Se sa che è morta lo dica e non faccia come i suoi predecessori Wojtyla e Raztinger che sapevano tutto ma si sono portati il segreto nella tomba. Ricordo a Papa Francesco che gli insegnamenti di Gesù Cristo sono ‘verità e giustizia’; due parole che non sono mai riuscite a penetrare nelle Mura Vaticane. E allora caro Papa Francesco si ricordi che lei sta lì per seguire l’insegnamento di verità e giustizia. Cominci a seguirlo per dare verità e giustizia a Emanuela Orlandi”.

L’avvocato Laura Sgrò, invece, sottolineando il silenzio del Vaticano ha reso noto: “Io e Pietro Orlandi dopo aver appreso solo dalla stampa che il Vaticano aveva deciso di riaprire le indagini sulla scomparsa di Emanuela, come al solito ci siamo premurati di avanzare un’istanza in cui abbiamo chiesto un incontro con il Procuratore di Giustizia. Circa una settimana dopo, la segreteria di Alessandro Diddi, mi ha risposto con due righe in cui c’era scritto che ci avrebbero contattato dopo aver espletato le indagini delegate. Stiamo ancora aspettando. Intanto, da queste telecamere voglio lanciare un appello: è il momento della verità quindi chi sa parli, metta a disposizione della giustizia le proprie informazioni. E Papa Francesco finalmente apra i cassetti e consegni quello che di fatto il Vaticano sa in relazione alla sparizione di Emanuela Orlandi; anche perché fu proprio Bergoglio a scriverci più di un anno fa invitandoci a chiedere al Promotore di Giustizia la riapertura delle indagini. E comunque, insieme a Pietro, voglio dire al Vaticano: noi la troveremo. Sono fermamente convinta che noi troveremo Emanuela Orlandi“.

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