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Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il Papa: fame non sia strumento di guerra

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Il 16 ottobre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Nel 2025 l’obesità ha superato il sottopeso e la malnutrizione in quasi tutto il mondo, interessando un bambino in età scolare e adolescenziale su dieci, per un totale di 188 milioni. Lo ha riferito l’Unicef. Ed in Italia più di un bambino su quattro è in condizioni di sovrappeso, mentre uno su dieci è in condizioni di obesità. La condizione di obesità espone al rischio di malattie potenzialmente letali.

In occasione del suo intervento alla Fao, Papa Leone XIV ha detto: “Gli scenari dei conflitti attuali hanno fatto riemergere l’uso del cibo come arma da guerra, e sembra allontanarsi sempre più quel consenso espresso dagli Stati che considera un crimine di guerra la fame deliberata, come pure l’impedire intenzionalmente l’accesso al cibo a comunità o interi popoli. Il diritto internazionale umanitario vieta senza eccezioni di attaccare civili e beni essenziali per la sopravvivenza delle popolazioni”. Poi il Pontefice aggiunge: “Con dolore, siamo testimoni dell’uso continuo di questa crudele strategia che condanna uomini, donne e bambini alla fame, on possiamo continuare così, occorre porre rimedio a questo scandalo”.

Secondo i dati che emergono dall’Indice Globale della Fame 2025, nell’ultimo anno guerre e conflitti armati hanno innescato 20 crisi alimentari e gettato in condizioni di fame acuta 140 milioni di persone , un numero equivalente a oltre il doppio dell’intera popolazione italiana. In diversi contesti, la fame non è stata soltanto una conseguenza “collaterale” della violenza armata, ma è stata deliberatamente inflitta attraverso assedi, blocchi degli aiuti e distruzione delle infrastrutture agricole, ovvero utilizzata come una vera e propria arma di guerra. Gaza è l’esempio più emblematico: negli ultimi due anni il Ministero della Salute locale ha documentato 461 decessi correlati alla malnutrizione, tra cui 157 minori. Attualmente 320mila bambini sotto i 5 anni a rischio di malnutrizione acuta e oltre 20mila persone sono rimaste uccise o ferite nel tentativo di procurarsi del cibo e accedere agli aiuti.

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