20 Settembre 2020

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Gli sprechi nella Pubblica amministrazione ci costano 29 miliardi all’anno

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Gli sprechi della nostra Pubblica Amministrazione non si arrestano e costano allo Stato 29 miliardi di euro l’anno. È quanto calcola la Cgia di Mestre tenendo conto degli sprechi nella sanità, delle misure di contrasto alla povertà percepite da famiglie abbienti e della quota di spesa pubblica indebita denunciata dalla guardia di finanza. Appena lo scorso febbraio proprio la Cgia, aveva calcolato che sprechi e inefficienze costavano a noi contribuenti 16 miliardi. Ebbene in appena 9 mesi, gli sprechi sono aumentati di ben 13 miliardi.

Secondo il Centro Studi, eliminando facilmente alcune ‘distorsioni’ come ad esempio nel trasporto pubblico locale o nella sanità, si potrebbe intervenire in modo più incisivo sul taglio delle tasse. “Nella legge di Bilancio del 2018 – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo – la gran parte dei 2,9 miliardi di euro di spending review si concentrerà sulla riprogrammazione di alcuni trasferimenti alle Ferrovie dello Stato e sul depotenziamento del fondo per le esigenze indifferibili. Insomma, ancora una volta si interverrà riducendo soprattutto i servizi ai cittadini, senza intaccare seriamente la spesa pubblica improduttiva”.

“Per pagare meno tasse – dichiara il Segretario della Cgia Renato Mason – è necessario che il Governo agisca sul fronte della razionalizzazione della spesa pubblica, tagliando sprechi, sperperi e inefficienze della macchina pubblica”.

Inoltre la Cgia ricorda che il fondo per le esigenze indifferibili assicura interventi urgenti finalizzati al riequilibrio socio-economico e allo sviluppo dei territori, alle attività di ricerca, assistenza e cura dei malati oncologici e alla promozione di attività sportive, culturali e sociali. Secondo l’associazione degli artigiani, “se potessimo quantificare con precisione anche la spesa riconducibile ai falsi invalidi, a quella riferita a chi percepisce detrazioni fiscali non dovute o alla cattiva gestione del patrimonio immobiliare, molto probabilmente lo Stato, nel suo complesso, potrebbe risparmiare ancora tante altre risorse”.