27 Settembre 2020

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Governo, prove di intesa Lega-M5S ma Salvini e Di Maio si punzecchiano a vicenda

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Proseguono tra i botta e risposta le trattative Lega-M5S. Salvini ha esordito dicendo: “Il centrodestra è unito, la coalizione che ha vinto è una squadra. Da soli non si va lontano. Io sono pronto. Quindi, se Di Maio dice ‘o io premier o niente’ non è il modo giusto per partire. Se Di Maio dice così sbaglia, perché a oggi è nessuno. La Lega ha già fatto passi indietro per far partire le Camere ma non è che possiamo farne altri”. Poi il leader del Carroccio ha aggiunto: “La settimana prossima ci vedremo con Di Maio in campo neutro, ci troveremo o alla Camera o al Senato. Parto dal centrodestra, con loro abbiamo preso i voti. Non è il momento per preclusioni o capricci. E comunque credo che al Quirinale come centrodestra andremo ognuno per conto proprio. Io ero disponibile a entrambe le scelte, ma se loro preferiscono così…”. Chiaro il riferimento a Berlusconi e alla Meloni. 

La replica di Di Maio. Non si è fatta attendere la risposta del M5S, il leader grillino ha ribadito: “Premiership? Conta la volontà del popolo: oltre 32% di voti al M5s. Il premier deve essere espressione della volontà popolare. Il 17% degli italiani ha votato Salvini Premier, il 14 Tajani, il 4 Meloni. Oltre il 32% ha votato il M5S e il sottoscritto come premier. Non mi impunto per una questione personale, è una questione di credibilità della democrazia. E’ la volontà popolare quella che conta. Farò di tutto affinché venga soddisfatta. Dire agli italiani e a chi ci ha votato ‘guardate ci siamo sbagliati, a palazzo Chigi ci va un altro’ sarebbe l’ennesimo tradimento agli italiani”. Con questi presupposti sarà difficile arrivare alla formazione di un governo in tempi brevi.