23 Gennaio 2021

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Governo, vertice per il nuovo Dpcm: le regioni chiedono più mobilità. Sì alle messe dalla Cei

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E’ in corso la videoconferenza convocata dal ministro Boccia con Regioni, Comuni e Province per fare il punto sul prossimo Dpcm. “Le Regioni si sono interrogate sulla possibile chiusura dei confini nazionali per evitare che il nostro pubblico vada a sciare in Svizzera, Slovenia o Austria”. Lo ha affermato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti al termine della Conferenza delle Regioni. “Riteniamo che il principio del divieto di assembramento debba essere il principio cardine per un criterio di equità”, ha sottolineato Toti aggiungendo: “Risulta poco convincente che in alcune attività si possa creare anche un involontario assembramento e al contempo si vietino altre attività che magari assembramento ne creano di meno. Occorrerà tenere presente che servono altre misure che siano corrette giuste ed eque”.

In attesa del confronto con il Governo sul nuovo Dpcm le Regioni hanno inoltre valutato la possibilità di riaprire gli impianti sciistici per i soli ospiti degli hotel e proprietari di seconde case, in modo da dare una parziale compensazione agli impianti di risalita e alle località sciistiche”. La conferenza è servita per fare il punto sulle nuove misure in vista delle ferie natalizie, dagli spostamenti alle aperture, dai divieti al coprifuoco. Dalla Conferenza è arrivato, infatti, l’invito al governo ad autorizzare gli spostamenti interregionali tra zone con lo stesso colore, anche se l’intenzione di palazzo Chigi sembra essere quella di vietarli dal 19 o 20 dicembre fino alla Befana.

Le Regioni Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Bolzano e Trento, hanno presentato al Governo una proposta di mediazione per evitare un completo tracollo del settore turistico invernale che prevede la possibilità di aprire gli impianti di risalita dello sci in occasione delle prossime festività natalizie per gli ospiti degli alberghi e delle seconde case. Lo indica una nota sottoscritta dai rappresentanti delle Regioni e delle Province. “Si tratta – spiegano le Regioni alpine italiane – di una idea di vacanze di Natale diverse, con la possibilità di sciare solo per chi pernotta almeno una notte nelle diverse destinazioni o per chi possiede o affitta una seconda casa nelle zone sciistiche”.
Le Messe di Natale si svolgeranno “nella piena osservanza delle norme”. A parlare è Monsignor Mario Meini, vescovo di Fiesole e pro-presidente della Cei, introducendo i lavori della sessione straordinaria del Consiglio Episcopale Permanente. Il vescovo ha ribadito: “Se le liturgie e gli incontri comunitari sono soggetti a una cura particolare e alla prudenza, ciò non deve scoraggiarci: in questi mesi è apparso chiaro come sia possibile celebrare in condizioni di sicurezza, nella piena osservanza delle norme. Siamo certi che sarà così anche nella prossima solennità del Natale e continuerà ad essere un bel segno di solidarietà con tutti. I dati segnano un miglioramento ma dicono che ancora non ne siamo fuori, non devono venir meno pertanto la responsabilità e la prudenza”.  Sì alle messe anche dalla Commissione europea che come sottolinea in una nota “non intende proibire alcuna funzione religiosa, né avrebbe la competenza per farlo. Al contrario, la libertà di culto è prevista dalla Carta dei diritti fondamentali”. Lo precisa il portavoce della Commissione europea Stefan de Keersmaecker, a proposito delle indiscrezioni riportate dalla stampa italiana circa le raccomandazioni che l’esecutivo Ue si appresta a diffondere domani, secondo le quali sconsiglierà le celebrazioni religiose in presenza, inclusa la Messa di Natale.