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Guerra Gaza, proteste in università Usa: Biden rompe il silenzio e dice no alla violenza

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In una dichiarazione televisiva dalla Casa Bianca, il presidente Usa Joe Biden, rompe il silenzio e interviene sulle proteste in corso in decine di università americane contro la guerra a Gaza, che hanno portato a interventi di sgombero da parte della polizia, come è successo alla Ucla di Los Angeles e prima alla Columbia di New York. “Non siamo una nazione autoritaria in cui mettiamo a tacere le persone o reprimiamo il dissenso, ma non siamo nemmeno un paese senza legge. Siamo una società civile e l’ordine deve prevalere”. Biden ha parlato poche ore dopo che centinaia di poliziotti erano intervenuti per sgomberare con la forza la tendopoli nel campus dell’Ucla, abbattendo le barriere e arrestando oltre 200 manifestanti.

Secondo quanto riporta la Cnn, in merito alle proteste nelle Università degli Usa per la guerra a Gaza, la polizia ha fatto irruzione nel campus della University of California a Los Angeles e ha sparato proiettili di gomma contro i manifestanti. Una situazione simile è stata registrata alla University of Arizona, durante le manifestazioni di gruppi di filo-palestinesi e filo-israeliani. Le forze dell’ordine sostengono di aver fatto un “uso minimo” di munizioni al peperoncino e di gomma e hanno indossato attrezzature tattiche di sicurezza per disperdere la folla.

Per settimane le autorità dei campus da New York alla California hanno cercato di fermare le proteste provocando più di 2.000 arresti in quindici giorni. Almeno. Lo riporta l’Ap sul suo sito, sottolineando che alla Ucla, in California, ci sono stati 200 fermi portando il totale a più di 2mila arresti dalla metà di aprile, da quando la polizia è entrata per la prima volta nel campus della Columbia.

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