29 Settembre 2020

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“HavanaKingstonFerraraNewYork” Il ritorno degli Strike

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efb98727-d2db-4bda-9a4a-2ba2b717cc9aAttivi dal 1986, gli Strike sono una delle band più apprezzate e seguite dell’underground italiano, testimonial sempreverdi di un genere ,quello della patchanka, che intreccia suoni, culture e tradizioni. La band sta per tornare  con un disco intitolato HavanaKingstonFerraraNewYork in uscita il 7 aprile 2015 sulle piattaforme digitali. Un disco che è una vera e propria miscela di generi, tradizioni e culture, un viaggio immaginario tra l’Havana, Kingston, Ferrara e New York, portando a spasso una musica che mescola la canzone d’autore italiana, il ritmo latino, le sonorità caraibiche, il funky e perfino in rock’n’roll. Per realizzare il disco gli Strike hanno scelto ancora una volta la strada più libera e indipendente, com’è nella loro natura, ed hanno infatti lanciato una campagna di crodwfunding . Attraverso Musicraiser chiedono al loro pubblico di contribuire al progetto in cambio di gadget esclusivi, materiali introvabili ed edizioni limitate dell’album in cofanetto deluxe, per sostenere il progetto c’è tempo fino al 6 marzo 2015 attraverso il sito http://www.musicraiser.com/it/projects/3299-havana-kingston-ferrara-new-york.

E’ un disco nato in studio di registrazione – spiega la band – e scritto con la massima libertà compositiva: volevamo fare tabula rasa del passato, tracciare una nuova rotta su un foglio bianco. Ne è derivata una miscela di suoni e di linguaggi che abbiamo assorbito nel nostro girovagare per il mondo e per i palchi. E probabilmente, mai come questa volta, ne hanno guadagnato le canzoni: HavanaKingstonFerraraNewYork ha il sapore tutto italiano della melodia ‘pop’, intrecciata con il gusto per il reggae, il funky e la musica latina che da sempre ci contraddistingue. Il sostegno dei nostri fans – spiegano gli Strike a proposito della campagna di crowdfunding – non è solo un modo per dare voce ad un progetto indipendente: è una forma di grande libertà artistica, l’ultima frontiera a tutela del supporto e del prodotto musicale. Ma è anche un modo, per noi, di tenere vivo il rapporto con chi ci segue con affetto da anni e con chi imparerà a conoscerci”.

Carmen De Sio

c.desio@art-news.it

Twitter:CARMENDESIO

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