10/05/2021

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I “Not a Good Sign” presentano ad ART-News “From a Distance”

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From a Distance” è il titolo del nuovo lavoro della formazione milanese “Not a Good Sign”.  L’ attesissimo sequel del debutto omonimo della band nel 2013, pubblicato nuovamente da Fading Records/AltrOck,  è un lavoro di svolta, che conferma le conquiste del precedente e presenta nuovi sviluppi e soluzioni. Il gruppo nasce nel 2011 per volontà di Paolo ‘Ske’ Botta e Francesco Zago di Yugen insieme al produttore Marcello Marinone. Oggi ad ART-News ci presentano il nuovo lavoro discografico con una formazione rinnovata che vede l’ingresso del nuovo chitarrista Gian Marco Trevisan, che ha sostituito il dimissionario Zago, uscito dalla band dopo la realizzazione di “From a Distance”.

Come nasce il disco “From a Distance” ? 

Martino: “From a Distance nasce durante il tour promozionale del disco d’esordio con la scrittura di “Not Now” e subito dopo “Open Window”. Questi sono stati i primi brani che abbiamo scritto e che abbiamo anche suonato nei concerti fino a maggio del 2014. Successivamente al tour ci siamo dedicati unicamente alla scrittura del resto dell’album fino alla fase di registrazione”.

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Tre aggettivi per definire il vostro nuovo progetto discografico?

SKe: “Scuro, dinamico, distopico”.

Con quale spirito avete affrontato questa nuova esperienza?

Martino: “Fin da subito, con la scrittura delle prime idee, c’era la voglia di creare un disco moderno e cupo nel quale tutte le parti degli strumenti e della voce dovevano essere curate nel minimo dettaglio, dalle note ai colori, dalla scelta dei suoni alle dinamiche. Volevamo dare vita ad un disco che in qualche modo continuasse con le atmosfere create nel primo lavoro ma che andasse anche in sonorità differenti, incontaminate da generi diversi dove potevamo sperimentare nuove idee”.

 Quanto e come vi sentite cambiati rispetto agli esordi?

Martino: “Sicuramente ora c’è la consapevolezza di essere una band più matura, con un tema identificativo forte sia nella musica che nei testi. Rispetto agli esordi è cambiata anche la line-up della band e chiaramente questo ha contribuito alla nascita di nuove idee, pensieri e ambizioni”.

Cosa vi ha influenzato di più nella scrittura di queste nuove tracce?

SKe: “Come e forse più del primo disco, la situazione attuale di crisi ormai prolungata ha certamente influenzato in larga misura il mood e il respiro dei brani. Aria rarefatta, incapacità di trovare sfoghi espressivi, instabilità sociali e lavorative,  mancanza di certezze riguardo al futuro. Tutto questo si riflette nelle relazioni interpersonali in maniera quasi esclusivamente negativa e ha influenzato largamente la scrittura dei nuovi brani”.

Un nuovo lavoro ma anche nuova formazione. Cosa ha portato in più alla band?

Martino: “Alessandro è parte della band dal tour promozionale del primo disco, mentre Gian Marco è nei “Not a Good Sign” da poco, dalle registrazioni di “From a Distance” nelle quali comunque ha dato il suo contributo. Entrambi sono musicisti davvero incredibili, molto versatili e completi. Questi sono i primi tre aggettivi che mi vengono in mente. Conosco tutti e due da tanto tempo sia personalmente che professionalmente ed insieme abbiamo lavorato, e tutt’ora lo facciamo, in diverse situazioni come i Musical e altri progetti nei quali c’è una forte impronta della musica più black, afroamericana, derivante dal jazz al soul e tutte le sue sfumature. Devo dire che questa contaminazione ha dato un qualcosa in più nel modo di scrivere e suonare la musica dei “Not a Good Sign”, e il tutto si è subito sposato perfettamente con il resto della band creando quei presupposti di sperimentazione su nuove idee di cui parlavo prima”. 

Come sono nati i “Not a Good Sign” e da dove ha origine il vostro nome?

Ske: “Not a Good Sign” è un progetto nato da una precisa volontà mia, di Francesco Zago e di Marcello Marinone. Il desiderio è quello di impostare un discorso musicale, che vive di influenze diverse anche,ma non solo, tipicamente “prog”, in modo da ottenere una certa fruibilità anche in sede live, ambito che ci è molto caro. In seguito sviluppando la musica e i testi, è emerso un certo filone scuro, apocalittico e a tratti etereo che ci ha portato ad adottare il nome che ben contraddistingue la nostra estetica espressiva: “Not a Good Sign” non è un buon segno”.

Per quanto riguarda il progressive credete  si possa ritornare a respirare l’atmosfera degli anni 70 o l’ Italia non è più un terreno fertile per questo genere musicale?

 Ske: “In realtà nel mondo quella Italiana è attualmente una delle scene “Prog” più floride e seguite, sia per quanto riguarda le nuove proposte sia per i ritorni di gruppi più o meno “storici”. Chiaramente non ci sono più i riscontri in termini di numeri che ci sono stati nei primi anni 70, cosi come in molti altri generi di nicchia adesso se paragonati al rispettivo periodo d’oro. L’Italia più di altri paesi ha recepito e fatto proprio questo genere, adesso come allora, con le differenze quantitative dettate dal triste periodo che la musica rock in generale sta passando. La favola che all’estero sia tutto migliore in termini di pubblico, come anche in termini di produzione, è una frottola vecchia che incanta solo chi preferisce sognare che guardarsi attorno”. 

Un palco che sognate da tempo?

Ske: “Ci piacerebbe tantissimo riuscire un giorno a portare la nostra musica dal vivo in Giappone, un paese che si è sempre dimostrato molto ricettivo rispetto alle nostre proposte musicali, inoltre è uno storico supportatore della scena progressiva italiana. Personalmente sono decisamente appassionato di questo paese anche se sfortunatamente non sono mai riuscito a visitarlo di persona, spero che la musica ce lo consentirà presto”.

Avete già programmato un Tour promozionale?

Martino:” A marzo abbiamo portato “From a Distance” live in diversi palchi e radio. Ora per motivi familiari ci fermiamo un mese, ma poi torniamo subito con i concerti. Stiamo fissando diversi appuntamenti da maggio in avanti: saremo a Roma il 28 maggio a Live Experiment Festival, il 10 luglio saremo ospiti a Radio Cernusco Stereo per un concerto in acustico, il 20 agosto al Crescendo Festival in Francia ed altri in via di definizione. A breve inizieremo a fissare anche un tour promozionale invernale, che partirà da ottobre. Comunque per questo ed altro ci saranno le conferme che pubblicheremo sul nostro sito e sulla nostra pagina fb”.

 Info:  www.notagoodsign.org 

 

Carmen De Sio

c.desio@art-news.it

Twitter:CarmenDeSio

 

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