06/05/2021

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Il Giappone e lo scarico dell’acqua contaminata di Fukushima nell’Oceano. ‘No’ di Cina e Corea del Sud

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Il Giappone ha deciso: scaricherà nell’Oceano Pacifico l’acqua radioattiva dal complesso nucleare colpito dal disastro nella prefettura di Fukushima del 2011, descrivendola come l’opzione migliore nonostante le forti obiezioni della comunità internazionale e in particolare dei paesi vicini. Il piano è stato approvato durante una riunione di gabinetto dei ministri e consentirà al Giappone di rilasciare l’acqua radioattiva in due anni.

Lunedì il primo ministro giapponese Yoshihide Suga ha detto che lo scarico di acqua trattata contenente sostanze radioattive nell’oceano è “inevitabile” e “non c’è tempo per ritardare” la ricostruzione di Fukushima.
Le preoccupazioni rimangono elevate tra i pescatori e i consumatori giapponesi, nonché i paesi vicini come la Corea del Sud e la Cina.

Il ministero degli Esteri sudcoreano ha convocato l’ambasciatore giapponese Koichi Aiboshi, presentando una protesta formale. Il ministro per il coordinamento delle Politiche governative Koo Yun Cheol, ha infatti dichiarato che Seoul “si oppone con forza” al rilascio in mare di oltre 1,25 milioni di tonnellate di acqua contaminata dalla centrale nucleare danneggiata dal terremoto e dallo tsunami del 2011.

A Seoul invece una serie di manifestazioni hanno circondato l’ambasciata del Giappone. Tokyo “rilascerà l’acqua radioattiva dopo averla diluita a livelli non dannosi per l’uomo. Ma la diluizione non cambierà il totale di radioattività dispersa”, ha denunciato un’alleanza di 31 gruppi civici anti-nucleare e pro-ambiente. Anche i partiti politici di Seoul hanno denunciato all’unanimità l’iniziativa di Tokyo chiedendo la revoca immediata della controversa decisione. I gruppi civici e di attivisti ambientali sudcoreani, hanno assicurato che si impegneranno a fare tutto il possibile per prevenire quello che hanno definito come “terrore nucleare”, avvertendo che il rilascio dell’acqua di Fukushima “diventerà un disastro irreparabile per gli esseri umani oltre che per l’ecosistema marino”.

La Cina invita il Giappone a gestire la situazione con cautela. “Il Giappone non dovrebbe chiudere un occhio o fingere di essere sordo quando la comunità internazionale generalmente dubita e si oppone a un tale piano, ha detto lunedì il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian. Il ministro ha anche sottolineato che la Cina ha espresso la sua grave preoccupazione al Giappone attraverso i canali diplomatici, esortando il governo giapponese ad assumere un atteggiamento responsabile e ad affrontare con prudenza la questione dello smaltimento.

Il cinese Global Times ha raggiunto lunedì la Fukushima Fisheries Cooperative Association che ha affermato che l’associazione non ha mai modificato la sua posizione per opporsi al governo giapponese che scarica l’acqua in mare. I pescatori infatti, già duramente provati dal disastro di Fukushima, vedono nello scarico dell’acqua radioattiva un peggioramento della loro situazione lavorativa, visto che il governo nipponico non ha neppure chiarito se e in che modo i pescatori verranno risarciti.

Shaun Burnie, specialista nucleare senior di Greenpeace Asia orientale, ha dichiarato sempre al Global Times che: “gli scarichi di cesio dal 2011 nell’Oceano Pacifico, si sono diffusi ampiamente raggiungendo il Mar Cinese Orientale nel 2013, raggiungendo il loro picco nel 2019. Molti dei radionuclidi nell’acqua che verranno scaricati hanno il potenziale di causare danni al DNA umano e non umano. Il metodo di trattamento dell’acqua della centrale di Fukushima non può rimuovere il trizio o il carbonio 14 e non rimuove tutti gli altri isotopi radioattivi come lo stronzio-90, lo iodio 129, il cobalto-16. Se quei radionuclidi persistono nell’ambiente per lungo tempo, entreranno progressivamente nella catena alimentare, ha avvertito Burnie.

Secondo il China Daily: “Essendo la terza economia più grande del mondo, il Giappone ha la possibilità di costruire più serbatoi a Fukushima per immagazzinare permanentemente le acque reflue. Invece, ha preso una decisione irresponsabile e ingiustificata di contaminare l’Oceano Pacifico, a scapito della salute dei residenti locali e delle persone nella regione Asia-Pacifico, in particolare Cina e Corea del Sud.

Tuttavia Kyodo News, l’agenzia di stampa cooperativa di Tokyo, citando il governo giapponese, ha affermato che la capacità di stoccaggio dei serbatoi d’acqua nel complesso di Fukushima dovrebbe esaurirsi già nell’autunno del prossimo anno, ecco perché non può continuare a rimandare la questione dello smaltimento. Recenti sondaggi di NHK e del quotidiano Asahi hanno rilevato che più della metà degli intervistati è contraria al rilascio.