Europa vigila su MpS

È polemica tra il ministro dell’Economia Padoan e la Banca centrale europea. Il nodo della discordia è la sintetica lettera inviata al governo italiano per il salvataggio del Monte dei Paschi di Siena che rischia il fallimento per 27 miliardi di crediti in sofferenza. La vigilanza del sistema bancario dell’Eurozona ha raddoppiato il prezzo che Palazzo Chigi dovrà immettere per salvare la banca toscana. In totale 8,8 miliardi di euro di cui 6,5 a carico dello Stato ed il restante con operazioni interne e di mercato. Insufficienti quindi i 5 miliardi proposti dal Consiglio di amministrazione di Mps per ripartire. In un’intervista al Sole 24 Ore il ministro italiano, a capo dell’Economia, ha detto che si aspettava qualcosa di più dalla vigilanza della Bce. Semmai dei suggerimenti utili al piano di risanamento che la banca dovrà inviare, prima di poter ricevere i soldi pubblici, a Bruxelles per la verifica di sostenibilità. Ha poi aggiunto Padoan: “Dall’Europa serve più collaborazione e meno opacità sulla comunicazione”. Ed il governo tedesco, intanto, con il portavoce del ministro delle Finanze Schaeuble avverte l’Italia e invita la Commissione europea al controllo: “Niente soldi pubblici per i crediti in sofferenza e rispetto delle regole sulla concorrenza”. Il decreto salva-risparmio comunque non interverrà prima di un paio di mesi. Questi sono i tempi minimi della procedura di salvataggio. Sperando che il sistema non richieda altri interventi. L’unico riparo utile è far mettere in moto l’economia reale con riforme strutturali, sacrifici sociali e stabilità di governo.

Gr Europa