In barba alla tregua annunciata da Mosca: ad Aleppo l’inferno continua

La BBC parla di Barili-bomba contenenti cloro lanciati nel quartiere di Zabadiya ad Aleppo; quattro le vittime, una cinquantina i feriti. Una tregua fasulla dunque, quella di tre ore (dalle 10 alle 13 locali) sbandierata ieri dalla Russia, alleata del presidente siriano Bashar al Assad, che aveva annunciato l’avvio di un cessate il fuoco quotidiano per facilitare la consegna degli aiuti umanitari.

Intanto, in un’altra area, gli aerei russi hanno colpito Raqqa, la capitale dell’Isis in Siria, costringendo a interrompere l’erogazione dell’acqua. Almeno 30 le vittime e 70 i feriti secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani. I russi hanno riferito di “molti morti” tra i Jihadisti. Bombardieri inoltre, hanno distrutto un impianto chimico e un campo d’addestramento dell’Isis, uccidendo un “gran numero” di combattenti, secondo Mosca.

Gli ultimi e stremati medici di Aleppo intanto, hanno chiesto apertamente a Barack Obama, di intervenire in quella che è un città irrimediabilmente devastata, con 250.000 persone intrappolate che ancora vivono nei quartieri orientali di Aleppo, e 1,2 milioni nelle zone occidentali controllate dal regime. Solo nell’ultimo mese ci siano stati 42 attacchi contro strutture sanitarie in Siria. Se gli attacchi contro queste preziosissime strutture continueranno con la stessa intensità dell’ultimo periodo, nell’arco di un mese potrebbe diventare impossibile garantire cure mediche.

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