24/07/2021

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Incendio in un ospedale di Baghdad: sale drammaticamente il bilancio delle vittime

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Si aggrava drammaticamente il bilancio del rogo divampato nell’ospedale per malati di Covid Ibn al-Khatib, a sud-est di Baghdad, in Iraq. al momento si contano 82 vittime. A riferire gli ultimi aggiornamenti è stato Ali Bayati, membro della Commissione per i diritti umani del Paese, aggiungendo che 28 delle vittime erano pazienti in terapia intensiva collegati a ventilatori polmonari. I feriti sono almeno 110.

Il primo ministro, Mustafa al-Khademi ha chiesto un’indagine su quello che ha definito un vero e proprio “crimine”, per accertare le responsabilità di tutte le “negligenze” e ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale. “Non voglio sentire parlare di corto circuito”, ha detto riferendosi ad una delle prime ipotesi circolate dopo la tragedia, mentre monta la rabbia della popolazione.

Decine di familiari e giovani indignati, si sono radunati davanti all’ospedale e in altre zone di Baghdad per protestare contro lo stato dei servizi pubblici e chiedendo le dimissioni del responsabile della Salute, Hasan Mohamed Abas. Il Parlamento ha convocato per domani una seduta straordinaria.

L’incendio si sarebbe sviluppato dopo una esplosione “causata da un guasto in un deposito di bombole di ossigeno”, almeno secondo quanto riferito da fonti mediche.

Molti decessi per soffocamento. Secondo una prima ricostruzione “la maggior parte delle persone è morta perché quando i soccorritori hanno cercato di spostarle per metterle al sicuro sono stati staccati i ventilatori. Altre sono state soffocate dal fumo”. Secondo una fonte della Protezione civile, le fiamme si sono facilmente propagate tra i vari piani della struttura ospedaliera, che ha 120 posti letto tutti dedicati ai malati di Covid, a causa della “mancanza di un sistema di protezione antincendio e ai controsoffitti costruiti con materiali facilmente infiammabili”.

L’Iraq è il Paese arabo più colpito dalla pandemia, con 1.025.288 contagi e 15.217 decessi totali. Il governo ha lanciato la sua campagna di vaccinazioni a marzo e ha ricevuto quasi 650.000 dosi di diversi vaccini, attraverso donazioni, o il programma Covax. Circa 300mila le persone che hanno ricevuto almeno una dose ma resta cospicua la fetta di popolazione che rifiuta di farsi vaccinare o di usare dispositivi di protezione.