10/12/2022

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Inflazione, cambia il paniere: ora anche tamponi e take away. Preoccupazione per gli aumenti del carburante

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Gli italiani cambiano le loro abitudini: secondo gli ultimi dati Istat nel paniere del 2022 le famiglie italiane hanno cambiato le priorità dei loro acquisti. Anche a causa della pandemia da covid 19 gli italiani oggi spendono maggiormente per sedie per lavorare più comodamente dal computer, ma anche friggitrici ad aria, per psicoterapia individuale, tamponi, rapidi e molecolari, saturimetri, la poke take away e lo streaming di musica.

Ma tra i prodotti che rappresentano i consumi più consolidati entrano nel paniere anche pane di altre farine, gas di città e gas naturale sul mercato libero, e gli occhiali da lettura senza prescrizione, le mazzancolle, i sostituti artificiali dello zucchero, i jeans da donna, i pantaloni corti da bambino e il trasportino per animali. Diminuiscono invece gli acquisti che riguardano i compact disk e gli hoverboard.

“Le novità del 2022, con riferimento sia ai pesi sia al paniere – sottolinea l’Istat – riflettono la costante evoluzione dei comportamenti di spesa delle famiglie ma anche l’impatto di eventi, come la pandemia tuttora in corso, che condizionano le scelte d’acquisto e la struttura della spesa per consumi”.

Preoccupa l’aumento del costo del carburante: proseguono i rincari nel settore dei carburanti con le nuove rilevazioni del Ministero per la transizione ecologica, che certificano come la benzina la settimana scorsa abbia viaggiato verso quota 1,8 euro al litro, mentre il gasolio si stia sempre più avvicinando alla soglia di 1,7 euro al litro. Nello specifico il prezzo medio della benzina in Italia alla pompa self service è aumentato nell’ultima settimana di circa 1,8 centesimi, da 1,778 euro a 1,797. Quello del diesel è salito di 2,0 centesimi, da 1,647 a 1,667 euro. Stabile il Gpl, aumentato da 0,816 euro a 0,817. Si prevede dunque una stangata di oltre 360 euro in un anno a autovettura.

Il Codacons lancia l’allarme, a breve la situazione potrebbe diventare non più sostenibile. “Oggi un pieno di benzina o diesel costa 15,85 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2021” dice Carlo Rienzi del Codacons, aggiungendo: “In un anno infatti la verde è aumentata del 21,4%, mentre il diesel segna un +23,5%. Incrementi che hanno effetti devastanti sulle tasche dei consumatori: solo per i rifornimenti di carburante una famiglia spende oggi 380 euro in più all’anno”. Rienzi ricorda poi come agli gli effetti diretti vanno aggiunti quelli indiretti sui prezzi al dettaglio, considerato che in Italia l’85% della merce viaggia su gomma, e che a costi di trasporto più elevati corrispondono listini al dettaglio più cari, con un duplice danno per le tasche delle famiglie. “Non a caso – aggiunge Rienzi – nelle ultime settimane si stanno registrando in Italia preoccupanti incrementi dei prezzi al dettaglio, che colpiscono proprio i beni trasportati, a partire da alimentari e ortofrutta”.

Gli fa eco il presidente di Assoutenti Furio Truzzi: “Siamo in presenza di una vera e propria emergenza, perché gli incrementi dei listini dei carburanti hanno effetti negativi sull’intero sistema economico. Oltre ad aggravare la spesa degli italiani per i rifornimenti, il caro-benzina determina maggiori costi in capo a industrie e imprese, causa aumenti dei prezzi al dettaglio e ha ripercussioni sull’inflazione”. Truzzi spiega inoltre il problema dell’Iva e delle accise: “Occorre introdurre strumenti in grado di sterilizzare l’Iva e ridurre le accise (voci che, sommate, pesano per quasi il 60% su ogni litro di benzina venduto in Italia, 55,1% sul gasolio) quando i prezzi alla pompa salgono oltre una certa soglia. Solo così sarà possibile contenere la crescita dei listini e limitare gli effetti indiretti del caro-benzina sui prezzi dei prodotti trasportati e sui costi per industria e imprese”.

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