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Influenza K in Italia: possibile riduzione della protezione vaccinale

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Mentre entra nel vivo la stagione influenzale anche in Italia, l’attenzione degli epidemiologi è rivolta al ceppo A/H3N2 e, in particolare, a una sua variante chiamata K. Si tratta di un virus già circolante che in alcuni Paesi ha mostrato una diffusione più ampia del previsto. Sebbene sia stato definito un “super ceppo” per il numero elevato di contagi registrati, non è un nuovo virus: è una semplice mutazione, come quelle che avvengono ogni anno nei virus influenzali.

A renderlo più rilevante è il fatto che, dopo anni in cui a prevalere è stato il virus A/H1N1, la popolazione ha oggi una protezione più bassa nei confronti di A/H3N2, circolato poco nelle stagioni precedenti. Questo può tradursi in una maggiore suscettibilità all’infezione e in una possibile riduzione della protezione offerta dal vaccino, pur rimanendo efficace nel prevenire le forme più gravi. Ecco perché la variante K viene monitorata con attenzione.

Nel Regno Unito la circolazione del ceppo K sta alimentando un aumento dei contagi e dei ricoveri. Secondo i dati del servizio sanitario inglese, i ricoveri per influenza hanno raggiunto livelli insolitamente alti per questo periodo dell’anno, più che raddoppiando nell’arco di una settimana. Come riportato dall’Independent, nella scorsa settimana una media di 2.660 pazienti al giorno è stata ricoverata per influenza, contro i 1.717 dei sette giorni precedenti.

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