Intervista a Roberto Rossetti – regista di Salvatore Giuliano Il Musical di Dino Scuderi

Il 27 agosto all’Arena Sferisterio di Macerata andrà in scena Salvatore Giuliano Il Musical di Dino Scuderi, regia di Roberto Rossetti e prodotto da Compagnia della Marca. Uno spettacolo che racconta gli ultimi anni di vita del bandito siciliano, già in scena da più di un anno ma questa volta in una veste completamente nuova. Dopo una tournée marchigiana nei teatri, Salvatore Giuliano Il Musical sarà in scena a conclusione del raduno d’auto d’epoca Sibillini e Dintorni, all’Arena Sferisterio di Macerata il 27 agosto 2016. Oltre 40 artisti in scena, i 19 performer che hanno calcato i teatri marchigiani più 28 nuovi artisti, per un totale di 48 elementi in scena, un allestimento nuovo per un musical tutto italiano, queste le carte vincenti dello spettacolo. Abbiamo intervistato il regista Roberto Rossetti, già performer in musical come “La Bella e La Bestia”, “W Zorro”, “Fantasmi a Roma” e molti altri, per farci raccontare nel dettaglio il progetto di Salvatore Giuliano e di Compagnia della Marca.

Salvatore Giuliano Il Musical

Salvatore Giuliano Il Musical

Ciao Roberto, il prossimo 27 agosto porterai la storia di Salvatore Giuliano Il Musical all’Arena Sferisterio, perchè la scelta di questo titolo? Perchè nel 2011, quando ho fatto parte del cast nella versione prodotta da MediterrArea mi sono innamorato di questo show, per le grandi musiche e le grandi emozioni che era capace di creare. Io arrivavo da una grossa produzione come “La Bella e La Bestia”, un grande cult nel mondo, quando poi mi sono ritrovato a raccontare la storia del bandito Giuliano, mi ha colpito il raccontare una storia vera, realmente esistita. Una storia affascinante, misteriosa come quella di Salvatore Giuliano e del dopoguerra siciliano e nazionale”.

Quali aspetti della vita del bandito siciliano vengono raccontati nel musical? La storia è ancora oggi un mistero… “Viene raccontato dal momento in cui diventa un bandito, dall’uccisione di Antonio Mancino, carabiniere che lo trovò con un sacco di frumento proveniente dal mercato nero, che serviva per sfamare la famiglia. Lui non accettò la prepotenza di questo carabiniere, senza alcuna sensibilità, lui era una testa calda, non è stato a questa ingiustizia. La storia arriva fino alla sua morte, ancora oggi un mistero, fra qualche mese il segreto di stato finirà ma credo ci sarà lo stesso tanta omertà. All’interno dello spettacolo la storia è stata romanzata e si racconta la versione che gli autori hanno meticolosamente cercato, la versione più plausibile”.

La regia sarà completamente rinnovata per l’occasione, quali saranno i più importanti cambiamenti? E come sarà impostata? Si, questo spettacolo ha avuto tre versioni: la prima per i teatri, la seconda adattato per i teatri più piccoli in cui si sfrutta anche tutta la sala e poi questa dell’Arena Sferisterio. La versione che andrà in scena il 27 agosto è ancora un po’ un “mistero”, è una scelta azzardata, perchè tutti i grandi show che sono venuti all’Arena Sferisterio hanno portato tutti quanti un ring per delimitare il palcoscenico, noi invece abbiamo deciso di usarlo completamente. Il cambiamento più tangibile sarà quello del disegno luci che dovrà essere una forza dello spettacolo, insieme al light designer Ulisse Ruiz ci divertiremo sperando di fare un “capolavoro”.Roberto Rossetti (16)

Quest’anno hai fondato la “Compagnia della Marca” che ha lo scopo di promuovere, produrre e distribuire eventi culturali. Ad oggi il pubblico come ha risposto allo spettacolo? “Quest’anno con Fabio Tartuferi e Alessandro dal Forno abbiamo fatto questa scelta di fondare la Compagnia, mi sembrava il momento giusto. Siamo una squadra molto affiatata e tutti andiamo verso la stessa parte, con organizzazione e rispetto per questo mestiere. La risposta del pubblico è stata molto positiva, ad ogni replica dello spettacolo ci siamo ritrovati con standing ovation e pubblico in piedi ad applaudire. All’inizio il pubblico “stentava” a venire a teatro, è un titolo che può risultare impegnativo, non è un family show quindi non è stato facile. Poi andando avanti, in silenzio e umiltà, abbiamo fatto un buon lavoro, e il pubblico ci ha omaggiato con la standing ovation. Per chi fa teatro a certi livelli sa quanto può essere difficile”.

Qual è il messaggio che vuole trasmettere il musical? “Sono tantissimi messaggi, c’è la più grande forza universale che è l’amore, l’amore incondizionato fra due fratelli. C’è la grande amicizia fra due compari, c’è il tradimento che fa parte della nostra vita in tantissimi ambiti, c’è la speranza e la forza di ottenere di risultare importanti; c’è il coraggio di affrontare delle circostanze difficili e la consapevolezza che qualsiasi individuo possa riuscire ad ottenere dei grandi risultati. L’amore, la forza, la caparbietà e la costanza. Si racconta in maniera un po’ “scomoda” quelle che sono alcune dinamiche politiche e malavitose della nostra nazione”.
Oggi è possibile riconoscere in qualcuno le caratteristiche del bandito Salvatore Giuliano?
Oggi no, erano altri tempi, non dimentichiamo che Salvatore Giuliano è stato un delinquente, amato dalla popolazione e che con il suo coraggio è stato una speranza per tantissimi siciliani. Ad oggi non riconosco nessuno con le sue caratteristiche”.
Dopo lo spettacolo, quali saranno i progetti futuri della Compagnia?Nel futuro immediato c’è di continuare il progetto di Salvatore Giuliano, in più ci sono dei nuovi progetti che sveleremo molto presto, non è ancora il momento ma sui profili facebook e sul sito ufficiale della Compagnia della Marca troverete tutto!” Roberto Rossetti (40)

Un invito a venire a vedere Salvatore Giuliano Il Musical
“Venite a vederlo perchè dopo tanti anni vi ricorderete di una serata emozionante, il teatro arrichisce chi viene ad assaporarlo. Lasciatevi andare a questa storia, fatevi del bene! Andate a teatro sempre ma a vedere ciò che non si conosce, perchè così si impara molto, il teatro manca alla nostra società, sono sicuro che se fossimo più abituati al teatro e al bello l’Italia oggi non sarebbe quella che è, a livello sociale e soprattutto culturale”.

Carmen De Sio

c.desio@art-news.it

Twitter:Carmen De Sio

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