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Iran, Mattarella riunisce il Consiglio Supremo di Difesa: “L’ Italia non partecipa alla guerra”

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Non siamo in guerra, né ci entreremo. Non sembra lasciare spazio a dubbi il documento finale del Consiglio supremo di difesa presieduto oggi dal Capo dello Stato Sergio Mattarella che – richiamando l’articolo 11 della Costituzione – ha ribadito la linea espressa l’altro giorno dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Parlamento.

Il Consiglio ha espresso “grande preoccupazione” per “lo scenario di crisi che si è determinato con la nuova guerra in corso a seguito dell’azione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran“ e per i conseguenti  effetti destabilizzanti” che ne possono derivare, dai rischi di minacce ibride e gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche. E’ stato sottolineato il forte timore “per il moltiplicarsi dei conflitti, in particolare nell’area mediterranea e nel Medio Oriente, dove sono in gioco nostri interessi strategici vitali”. Si chiede a Israele di “astenersi da reazioni spropositate” alle azioni di Hezbollah, ritenute “comunque inaccettabili”. “Inammissibili” vengono ritenuti gli attacchi “da parte israeliana al contingente Unifil, attualmente a guida italiana”. Condannata l’aggressione ai militari italiani a Erbil in Iraq che ha portato a un ritiro parziale del nostro contingente.Segnalando un’unità d’intenti si precisa dunque che l’Italia è impegnata “a ricercare e sostenere ogni sforzo che riporti in primo piano la via negoziale e diplomatica”.

Alla riunione, durata due ore mezza, hanno preso parte, oltre a Mattarella, il segretario generale Ugo Zampetti e il consigliere per gli Affari del Consiglio supremo, Francesco Saverio Garofani, hanno partecipato Giorgia Meloni, i ministri Tajani, Crosetto, Piantedosi, Giorgetti, Urso, il sottosegretario Mantovano, e il capo di Stato maggiore della difesa, il generale Luciano Portolano.

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