Iran: si lavora per prolungare il cessate il fuoco. Domani a Parigi vertice dei volenterosi su Hormuz. Trump: incontro tra Israele e Libano
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Gli Stati Uniti starebbero lavorando a un secondo round di colloqui di pace con l’Iran, con la possibilità che l’incontro si tenga a Islamabad, in Pakistan. A confermarlo è stata la Casa Bianca, che ha espresso un cauto ottimismo sulla possibilità di raggiungere un accordo. La portavoce Karoline Leavitt ha dichiarato che le discussioni sono in corso e che le prospettive appaiono positive. Mediatori pakistani, tra cui il capo dell’esercito Syed Asim Munir, sono arrivati a Teheran per rafforzare il cessate il fuoco prima della sua scadenza, la prossima settimana. I negoziatori si stanno concentrando su tre punti chiave che hanno fatto deragliare i colloqui dello scorso fine settimana, tra cui il programma nucleare iraniano, lo Stretto di Hormuz e il risarcimento dei danni di guerra.
Domani a Parigi nuovo vertice dei cosiddetti “volenterosi di Hormuz”, coalizione formata da oltre 40 Paesi. Sul tavolo un piano di sminamento pronto da mettere in campo, soprattutto se la tregua tra Iran e Stati Uniti sarà prolungata. Dovrebbe partecipare anche la presidente del Consiglio Meloni. L’obiettivo è comunque il ritorno alla libertà di navigazione nello Stretto. La partita resta in salita per due ordini di motivi: il ruolo degli Usa, che finora sono rimasti fuori dalla coalizione e l’atteggiamento di Teheran, che per la prima volta si è mossa con netta contrarietà rispetto al piano dei Volenterosi.
Donald Trump annuncia intanto per oggi un incontro “storico” tra Libano e Israele. Ma il paese dei cedri smentisce: “Non siamo a conoscenza” di alcun contatto imminente con Israele. I leader libanesi e israeliani non hanno avuto contatti per trentaquattro anni. E, se quello riportato dalla fonte libanese fosse vero, continuerebbero a non averne, al contrario di quanto invece ha annunciato il presidente degli Stati Uniti.
L’Onu lancia un appello. Il capo dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, Barham Salih, ha chiesto alla comunità internazionale di fornire sostegno e aiuti urgenti al Libano. Oltre un milione di persone, un quinto della popolazione libanese, è stato sfollato a causa del conflitto, che Salih definisce «senza precedenti». Secondo il ministero della Salute libanese, più di 2.100 persone sono state uccise negli attacchi israeliani dal 2 marzo.
