Israele blocca gli aiuti ai valichi frontiera. Abu Mazen oggi a Palazzo Chigi
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Questa mattina Israele ha chiuso i valichi di frontiera di Kerem Shalom e Al-Awja con l’Egitto e la Striscia di Gaza, bloccando l’ingresso degli aiuti umanitari. A renderlo noto è la Mezzaluna rossa egiziana, spiegando che la chiusura è stata motivata con la giornata festiva sia in Israele che in Egitto. Ieri 320 camion erano entrati nella Striscia ma molti altri restano ammassati nel parcheggio fuori dal valico di frontiera di Rafah e non sono stati trasportati ai valichi di frontiera nonostante il convoglio dovesse essere inviato questa settimana.
Intanto due palestinesi che ieri sera hanno lanciato una molotov su un’autostrada nei pressi di Ramallah, in Cisgiordania, sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco dalle truppe. Lo ha reso noto l’esercito israeliano aggiungendo che i soldati della 636th Combat Intelligence Collection Unit si trovavano vicino al villaggio palestinese di al-Judeira quando hanno identificato i due sospettati. Pochi secondi dopo che i due palestinesi avevano dato fuoco a una bomba incendiaria e l’avevano lanciata, sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco, ha dichiarato l’Idf.
Oggi alle ore 15 Abu Mazen è atteso a Palazzo Chigi per l’incontro con Giorgia Meloni. Circa un anno fa la premier offriva il sostegno italiano su tre punti chiave: l’azione dei mediatori per lo stop delle ostilità a Gaza, l’impegno per una soluzione politica duratura basata sulla prospettiva dei due Stati e la volontà del governo di svolgere un ruolo di primo piano nella stabilizzazione e nella ricostruzione della Striscia. Si riparte da questi cardini, con la differenza che intanto la tregua è stata raggiunta.
Ieri Abu Mazen ha incontrato in Vaticano Papa Leone XIV, che ha confermato come occorra “perseguire la prospettiva della soluzione a due Stati”. Il Vaticano nelle comunicazioni ufficiali lo ha definito il “presidente dello Stato di Palestina”: la Chiesa ha infatti riconosciuto lo Stato dieci anni fa, nel giugno del 2015 e la visita di ieri si è inserita nel percorso avviato da Papa Francesco. Nel corso del faccia a faccia, durato circa mezz’ora, è stata anche sottolineata “l’urgenza di prestare soccorso alla popolazione civile a Gaza e di porre termine al conflitto”, ha riferito il Vaticano al termine dell’incontro.
