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Istat, a giugno l’inflazione si conferma all’8%. Più pesante per le famiglie meno abbienti: al 9,8%

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Un’inflazione così non si vedeva dal 1986. Secondo i dati Istat, che conferma le stime preliminari di giugno, la crescita su base annuale si attesta all’8%. L’Istituto di statistica segnala che l’accelerazione dei prezzi degli alimentari lavorati (da +6,6% a +8,1%) sia non lavorati (da +7,9% a +9,6%), spingono ancora più in alto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” (+8,2%, mai così alta da gennaio 1986, quando fu +8,6%).

E se l’inflazione media è all’8%, per le famiglie meno abbienti arriva a sfiorare il 10 % ampliando così il differenziale di classe. L’aumento dei prezzi dell’energia e degli alimentari infatti appesantisce ancora di più gli effetti dell’inflazione sulle famiglie più povere. L’Istat l’Istat rileva che nel secondo trimestre di quest’anno per le famiglie meno abbienti l’indice Ipca è già arrivato al 9,8% (era all’8,3% nel primo trimestre), con un differenziale del 3,7% rispetto al 20% di famiglie più abbienti, che impiegano una quota minore del proprio reddito per le bollette e i beni di prima necessità e per le quali quindi l’inflazione è ancora al 6,1% dal 4,9% del primo trimestre.

I prezzi dell’energia per le famiglie meno abbienti crescono su base annua del 48,9%, mentre per le più abbienti del 42%. Una differenza analoga si registra per i beni alimentari lavorati: più 6,1% per chi ha meno disponibilità di spesa, più 5,3% per le famiglie del primo gruppo.

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