Istat: aumenta costo energia e rincari record per gli alimentari, +25% dal 2021
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L’aumento dei costi dell’energia tra il 2022 e il 2023 ha spinto in alto i prezzi dei beni alimentari, che hanno superato di quasi otto punti percentuali il tasso medio d’inflazione. In cinque anni infatti il costo dei prodotti alimentari in Italia è aumentato di quasi il 25%, un incremento ben superiore al tasso medio dell’inflazione. A rilevarlo è l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia, che evidenzia l’impatto del forte rialzo dei listini energetici registrato tra il 2022 e il 2023.
Secondo l’Istituto di statistica, tra ottobre 2021 e ottobre 2025 i beni alimentari hanno segnato un rincaro complessivo del 24,9%, vale a dire circa otto punti percentuali in più rispetto alla crescita dell’indice generale dei prezzi al consumo armonizzato, aumentato nello stesso periodo del 17,3%.
L’Istat attribuisce la spinta principale a quello che definisce uno “shock” sui prezzi dell’energia: “Le cause dell’eccezionale crescita dei prezzi dei prodotti alimentari in Italia sono individuabili in una combinazione di fattori, di natura soprattutto esterna, che hanno determinato forti aumenti soprattutto nei prezzi internazionali degli input produttivi del settore alimentare. I fattori interni hanno invece agito in misura più limitata e, in particolare negli anni più recenti”, spiega l’Istat. A partire dalla seconda metà del 2021, sono iniziate a manifestarsi pressioni al rialzo dei prezzi internazionali delle materie prime alimentari dovute alla fase di ripresa economica post pandemica.
Nel dettaglio, i prezzi del cibo sono infatti aumentati, nel periodo in esame, del 29% per l’area euro (+32,3 nella Ue27), del 32,8% in Germania, del 29,5% in Spagna. La Francia ha registrato incrementi leggermente inferiori (23,9%) a quelli rilevati in Italia.
