29/11/2021

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La scomparsa di Peng Shaui montata ad arte dall’Occidente. Così il Governo cinese

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La vicenda della tennista Peng Shaui, scomparsa dopo aver denunciato su Weibo una violenza sessuale da parte dell’ex vicepremier cinese Zhang Gaoli e riapparsa dopo qualche giorno, 20 per l’esattezza, si arricchisce di un nuovo capito. Secondo il Governo cinese è stato tutto montato ad arte.

La dichiarazione del portavoce del Ministero degli Esteri contro l’Occidente. “Credo che alcune persone dovrebbero smettere di gonfiare deliberatamente con malizia la vicenda, per non parlare di quelli che la politicizzano”. Questo il pensiero di Zhao Lijian, che punta il dito contro clamore mediatico che si è creato dietro alla vicenda.

Un’assenza di notizie avvolta nel mistero. La mancanza di informazioni sul suo conto dopo la denuncia, fatta a inizio novembre, aveva suscitato preoccupazione e una campagna globale, accompagnata da dichiarazioni di solidarietà di star del tennis come Chris Evert e Novak Djokovic. Poi la tennista cinese è apparsa domenica in una videoconferenza con il presidente del Cio, Thomas Bach. Poco prima era stato diffuso un filmato in cui Peng appariva a un evento sportivo a Pechino: un elemento che molti critici verso Pechino ritenevano insufficiente a provare che fosse libera e stesse bene.