La Serie A riparte con le vittorie di Milan e Inter. Squilli di Toro e Dea
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Il campionato riparte così come era finito: con il Milan campione d’Italia in carica vincitore e con le solite, immancabili polemiche su arbitro e Var. Si scrive Var, si legge “rovina del calcio”; almeno per come viene utilizzata la moviola in campo nella nostra Serie A. Le prime lamentele dell’anno sono quelle dell’Udinese battuta 4-2 a San Siro davanti a 70mila tifosi rossoneri. La dirigenza friulana contesta il rigore che ha consentito al Milan di pareggiare nel primo tempo il gol del vantaggio bianconero con Becao. Un penalty segnalato dal Var. Vince a fatica l’Inter contro la neopromossa Lecce. In sintesi: per ora le due milanesi vincono ma non convincono.
Furia friulana. Il direttore generale dell’area tecnica dell’Udinese Pierpaolo Marino è inferocito e al termine dichiara: “Illogico il rigore contro di noi, il Var non doveva intervenire. L’arbitro Marinelli aveva già deciso. Questo è un ‘rigorino’ a sfavore… le linee guida vengono puntualmente disattese”. Insomma, siamo alle solite: la mancanza di uniformità nell’uso del famoso “protocollo Var”. Il Milan intanto riparte a valanga: doppietta di Rebic, gol di Hernandez e Diaz. Esordio nella ripresa per il 21enne belga De Ketelaere, oltre che per Origi e Pobega. Stefano Pioli comunque farà bene a registrare la fase difensiva: le reti di Becao e Masina rappresentano almeno un campanello d’allarme.
Inter, vittoria a Lecce all’ultimo respiro. Allo stadio “Via del Mare”, gli uomini di Simone Inzaghi soffrono molto contro la neopromossa, ma, trovano il jolly da tre punti al 95esimo grazie all’olandese Dumfries. Un 2-1 pesantissimo quello centrato dai nerazzurri. Ospiti subito in vantaggio dopo un minuto e mezzo con il ritorno al gol di Lukaku nella nostra Serie. Romelu porta in vantaggio l’Inter finalizzando una bella azione dalla sinistra. Nella ripresa la difesa interista sbanda e il Lecce pareggia con il gambiano Ceesay. Nell’assedio finale, come in altre fasi del match, i vicecampioni d’Italia creano tanto ma sprecano troppo, fino al sigillo in extremis di Dumfries.
