24 Gennaio 2021

ART News

Le Notizie in Tempo Reale

Libia: attacco del generale Haftar vicino alla residenza dell’ambasciatore italiano, ci sono vittime

2 min read

La sede dell'ambasciata italiana a Tripoli, 10 gennaio 2017. REUTERS/Hani Amara

Un attacco delle forze del generale Khalifa Haftar contro civili ha colpito nella tarda serata di ieri l’area intorno alla residenza a Tripoli dell’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Buccino Grimaldi, causando almeno cinque morti e decine di feriti. La Farnesina parla di “attacchi indiscriminati e totalmente inaccettabili, che denotano disprezzo per le norme del diritto internazionale e per la vita umana”,”.

Di contro, il consulente per i media del ministero della Sanità libico – Amin al-Hachimi – ha detto che nell’attacco sono morte almeno tre persone e altre quattro sono rimaste ferite. Lo riporta l’agenzia turca Anadolu. “Il raid della milizia di Haftar nella zona di Zawiyat al-Dahmani ha causato finora 3 morti e 4 feriti”, ha dichiarato Hachimi, sottolineando che tra le vittime vi sono due agenti della sicurezza appartenenti al ministero degli Interni, che un altro ufficiale di sicurezza è stato gravemente ferito così come un volontario della Mezzaluna rossa libica.

La vice ministra degli Esteri Marina Sereni, ha espresso la “ferma condanna” per i razzi che stanotte hanno colpito a Tripoli l’area intorno alla residenza dell’ambasciatore d’Italia in Libia, Giuseppe Buccino. In un messaggio pubblicato su Twitter, la Sereni ha espresso nei confronti dell’ambasciatore “tutta la mia solidarietà a vicinanza. Ancora violenza e vittime civili, sempre più urgente cessate il fuoco e ripresa del dialogo politico in Libia”.

“L’attacco della milizia di Haftar sulla strada della costa vicino alla residenza degli ambasciatori italiano e turco, viola il diritto internazionale e il diritto umanitario internazionale che richiede la protezione delle missioni diplomatiche”, commenta all’Agenzia Italia il ministro degli Esteri libico Mohamed Tajani Siala, tramite un portavoce, condannando il raid.