04/12/2021

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L’Italia saluta il Milan

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Milano capitale del business anche in “campo” calcistico. Dopo L’inter, venduta nel 2013  a Erick Thohir, che acquisendo il 70 % delle quote societarie, divenne azionista di maggioranza e presidente del club nerazzurro, anche l’altra squadra della città sta per essere ceduta a mani straniere. Il Milan di Silvio Berlusconi è sempre più vicino a  Zong Qinghou, fondatore, presidente e direttore generale della Hangzhou Wahaha Group, la più grande azienda di bevande in Cina. Secondo quanto riporta “Aska News”, martedì sera il presidente rossonero durante un incontro a Palazzo Grazioli, avrebbe chiarito la situazione incontrando i rappresentanti delle comunità italiane all’estero, sottolineando che vanno ancora discussi alcuni dettagli ma che comunque l’affare si farà per una cifra intorno al miliardo e mezzo di euro. Trattativa nella quale rivestirà un ruolo fondamentale (nel Milan del futuro) la figlia Barbara che conserverebbe il ruolo di amministratore delegato. Questo incarico è rivestito oggi insieme ad Adriano Galliani che a questo punto è molto probabilmente verrà liquidato congiuntamente al proprio tfr che si aggira intorno ai 40 milioni di euro. La vendita del 75% del club rossonero, aprirebbe scenari importanti in Cina dove il calcio è in crescita e dove l’intenzione da parte della Repubblica popolare cinese è quella di ritagliarsi al più presto un ruolo centrale nel mondo del soccer  nelle diverse competizioni internazionali a partire dai Mondiali che si terranno in Russia nel 2018.Certo, a questo punto i più attenti conoscitori di calcio e i tantissimi tifosi del Milan si staranno chiedendo il perché di questa operazione, come è possibile che l’uomo più ricco della Cina, con un patrimonio pari a 11,6 miliardi di dollari abbia deciso di investire in Italia e perché proprio nel calcio dove gli occhi a mandorla storicamente non hanno una grande cultura in merito. Basti pensare che la repubblica popolare cinese si è qualificata una sola volta ai mondiali ( nel 2002). Si, è vero che il Milan come ricordato da Berlusconi “è la seconda squadra al mondo per numero di titoli e la più conosciuta in Cina”, ma è altrettanto vero che il calcio è una questione di cuore, non solo di business. Avranno passione e amore per i colori rossoneri i prossimi proprietari?

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