4 Dicembre 2020

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Lombardia e altre 14 province in quarantena per contrastare il coronavirus. Arriva la firma di Giuseppe Conte sul decreto

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E’ arrivata la firma di Giuseppe Conte sul nuovo decreto per contrastare il coronavirus. Il nuovo dpcm chiede di evitare in modo assoluto ogni spostamento in Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria. Il provvedimento prevede però che gli spostamenti siano consentiti quando motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza.

Nelle zone del contagio, fino al 3 aprile, è prevista la chiusura delle scuole e la sospensione delle le attività di cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati. Bar e ristoranti, invece, potranno svolgere le attività “con obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”.

Sempre nelle stesse zone è prevista la chiusura degli impianti nei comprensori sciistici, e sono sospese le cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri. L’apertura di chiese e luoghi di culto, invece, è condizionata alla possibilità di evitare assembramenti. Per quanto riguarda i centri commerciali, nelle giornate festive e prefestive i negozi all’interno delle gallerie sono chiusi, così come chiuse sono le medie e grandi strutture di vendita. E nei giorni feriali va garantita la distanza di un metro tra un cliente e l’altro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.

Un secondo decreto, valido sul resto del territorio nazionale, aggiorna invece le misure del decreto precedente, prorogando il divieto di qualsiasi tipo di manifestazione che preveda affollamento di persone, sospendendo in tutto il Paese le attività previste nel primo decreto. I musei e gli altri istituti e luoghi della cultura sono invece aperti, a condizione che siano assicurate modalità di fruizione contingentate. Bar e ristoranti restano operativi a condizione di far rispettare la distanza di un metro tra un cliente e l’altro, e le competizioni sportive possono essere effettuate solo a porte chiuse. Confermata anche la chiusura delle scuole fino al 15 marzo.