25 Settembre 2020

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Londra: due nuovi arresti e spunta il vero nome dellʼattentatore

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C’è la firma di Daesh sull’attentato di mercoledì a Londra. L’uomo che ha ucciso 4 persone con il suo suv prima di essere abbattuto dalla polizia, è Khalid Masood, un 52enne britannico nato nel Kent. Prima della conversione all’Islam il suo nome di nascita era Adrian Russell Ajao, anche se usava a volte l’identità di Adrian Elms.

L’uomo aveva precedenti per atti violenti ma non era mai finito sotto inchiesta per terrorismo.

Intanto altre due persone sono state arrestate in relazione all’attacco al Parlamento di Londra. Lo ha reso noto il commissario per l’antiterrorismo di Scotland Yard, Mark Rowley, citato da Bbc. I due arresti, ritenuti “importanti”, sono stati effettuati nelle Midlands Occidentali e nell’Inghilterra nordoccidentale.

Sono dunque nove le persone che restano in custodia, mentre una donna è stata rilasciata su cauzione.

Nonostante gli arresti è però bufera sugli 007 poiché su un forum online con 24 ore di anticipo sarebbe stato pubblicato un messaggio cifrato con le coordinate del luogo da colpire.  La premier Theresa May all’indomani dell’attacco ha ribadito: “Non abbiamo paura, non ci faremo intimidire” e si è fatta sentire anche la Regina Elisabetta, elevando, come il Papa, le sue “preghiere” per le vittime di “una violenza orribile” che i leader del mondo, da Washington a Roma, condannano unanimi.

ANSA

Intanto ieri sera si è tenuta una veglia aperta a tutti nel cuore di Londra, a Trafalgar Square, a pochi isolati dal Parlamento inglese e da Westminster Bridge.

In migliaia hanno raccolto l’appello lanciato sui social network dal sindaco di Londra Sadiq Khan nel quale si invitavano “tutti i londinesi e coloro che stanno visitando la città a stare insieme in solidarietà”. Un modo per ricordare quanti hanno perso la vita e i loro cari nell’attentato di mercoledì 22 marzo e, ha scritto Khan, “per mostrare al mondo che noi siamo più impegnati che mai nella difesa dei valori che ci stanno a cuore e per questo rimarremo uniti e aperti”. Accanto al sindaco c’erano la segretaria di Stato per gli affari interni Amber Rudd e il capo della polizia metropolitana Craig Mackey.