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Malattia di Kawasaki: bimbo muore a Marsiglia. Possibile collegamento con il Covid-19

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Un bambino di nove anni di Marsiglia, in Francia, è morto per la malattia di Kawasaki che, secondo alcuni studiosi potrebbe avere un collegamento con l’epidemia di coronavirus. Si tratta della prima vittima registrata in Francia e della seconda in Europa dopo che un adolescente è morto per la stessa sindrome a Londra la scorsa settimana.

Sebbene si dica che la malattia di Kawasaki colpisca principalmente i bambini sotto i cinque anni, quelli diagnosticati in Francia hanno un’età compresa tra un anno e i 14 anni. In Europa sono stati segnalati circa 230 casi sospetti.

Ma cosa comporta la sindrome di Kawasaki? Si tratta di una vasculite, che a volte interessa le arterie coronariche, che tende a presentarsi in neonati e bambini tra 1 anno e 8 anni. Essa è caratterizzata da febbre prolungata, esantema, congiuntivite, infiammazione mucosa e linfoadenopatie. Possono svilupparsi aneurismi delle arterie coronariche e rompersi o causare infarto del miocardio. Le manifestazioni precoci comprendono la miocardite acuta con insufficienza cardiaca, aritmie, endocardite e pericardite. Si possono successivamente formare aneurismi delle arterie coronarie. L’aneurisma gigante dell’arteria coronaria, anche se raro, presenta il rischio maggiore di causare tamponamento cardiaco, trombosi o infarto. La malattia di Kawasaki è la prima causa di malattia cardiaca acquisita nei bambini. Si può infiammare anche il tessuto extravascolare, incluse le alte vie respiratorie, il pancreas, l’albero biliare, i reni, le mucose e i linfonodi.

I medici di Bergamo avevano sottolineato un possibile collegamento con il Covid-19 già a fine aprile: nel pieno dell’epidemia di Covid-19, che ha visto nella provincia lombarda uno degli epicentri, i pediatri dell’ospedale Papa Giovanni XXIII avevano avuto modo di vedere un insolito numero di bambini con i sintomi di un rara sindrome infiammatoria, casi simili alla malattia di Kawasaki. Gli esperti avevano segnalato un aumento di 30 volte dei casi. Ora la loro analisi si guadagna le pagine della rivista scientifica internazionale ‘The Lancet’. Casi simili sono stati osservati anche negli Usa, a New York, e nel Regno Unito, Inghilterra sud-orientale.

I bambini che hanno avuto i sintomi della Kawasaki dopo il 18 febbraio 2020 erano in media più grandi (età media 7,5 anni) rispetto al gruppo diagnosticato nei 5 anni precedenti (età media 3 anni). Oltre la metà (60%, 6 casi su 10) mostrava complicanze cardiache, rispetto al solo 10% di quelli trattati prima della pandemia (2 casi su 19). La metà presentava segni di sindrome da shock tossico, mentre nessuno dei bambini trattati prima del febbraio 2020 aveva questa complicanza. Tutti i pazienti prima e dopo la pandemia hanno ricevuto un trattamento con immunoglobuline, ma l’80% dei bambini durante l’epidemia ha richiesto un trattamento aggiuntivo con steroidi, rispetto al 16% di quelli del gruppo storico.

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