ART News

Agenzia Stampa per emittenti radiofoniche

Manovra economica, valanga di emendamenti. Sono oltre 5mila

2 min read

Valanga di emendamenti alla Manovra economica all’esame della commissione Bilancio del Senato. Risultano depositate complessivamente circa 5.500 proposte di modifica al testo della legge di bilancio. Di queste, circa 1.600 arrivano dai gruppi di maggioranza: Forza Italia ne ha presentati 677, Fratelli d’Italia circa 500, la Lega 399 e Noi Moderati 62. Le opposizioni hanno invece depositato circa 3.800 emendamenti. La fase successiva prevede una scrematura delle proposte entro il 18 novembre, data fissata per la presentazione dei cosiddetti “segnalati”, che saranno 414 in tutto.

“Oggi, venerdì 14 novembre, si è chiusa la finestra per la presentazione degli emendamenti alla legge di Bilancio: sono stati depositati 5742 emendamenti”, ha comunicato in una nota il presidente della commissione Bilancio del Senato e senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini. “È un passaggio importante, che testimonia l’attenzione e la volontà di tutte le forze politiche di contribuire al miglioramento della manovra”, aggiunge. “La prossima scadenza sarà martedì, quando i gruppi parlamentari depositeranno i circa 400 emendamenti segnalati. Da lì entreremo nel vivo del lavoro: valuteremo prima l’ammissibilità dei segnalati e successivamente inizieremo l’esame dell’intero fascicolo. Sarà una fase delicata – prosegue -, che richiederà serietà, metodo e senso di responsabilità da parte di tutti”.

 Tra le principali proposte di modifica arrivate dai partiti di governo, Forza Italia chiede di cancellare l’aumento sulla cedolare secca sugli affitti brevi. L’emendamento mira a mantenere l’aliquota al 21% per chi affitta una sola unità immobiliare, e a fissarla al 26% in caso di due immobili. La copertura finanziaria verrebbe assicurata attraverso il Fondo per interventi strutturali di politica economica.

Tra gli emendamenti presentati dalle opposizioni, Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) propone una patrimoniale sulle grandi ricchezze, con un’aliquota unica dell’1,3% applicata ai patrimoni netti superiori a 2 milioni di euro. La base imponibile comprenderebbe la ricchezza complessiva, mobiliare e immobiliare, al netto delle passività finanziarie, posseduta o detenuta in Italia e all’estero.

Uno degli emendamenti, annunciato dal senatore di FdI Antonio Iannone, prevede la riapertura dei termini “della sanatoria edilizia prevista dalla legge del 2003”. “In virtù di quella legge – afferma Iannone – ci sono state persone che hanno avuto la possibilità di accedere alla sanatoria ed altri invece che pure pagando ne sono rimasti fuori per errore della Regione Campania, allora amministrata dal centro sinistra, nel recepimento della norma nazionale. Chiaramente parliamo di edifici non realizzati in zone rosse, cioè che sono in possesso di titolo abilitativo edilizio, quindi regolarizzabili. Spetterà però alle Regioni consentire di accedere alla sanatoria attraverso una legge che indicherà le modalità di accesso”.

Autore

Facebook
X (Twitter)