Medio Oriente, Herzog in pressing su Netanyahu: “tregua difficile, ma sì alla firma”
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Prove di pressing da parte del presidente israeliano Isaac Herzog sul primo ministro Benjamin Netanyahu in viaggio per Washington, dove lunedì incontrerà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Secondo un comunicato dell’ufficio di Herzog, il presidente ha sottolineato l’urgenza di raggiungere una svolta nei colloqui per un accordo sulla liberazione degli ostaggi e un cessate il fuoco. “Sostengo pienamente questi sforzi, anche quando comportano decisioni difficili, complesse e dolorose… Il costo non è semplice, ma sono fiducioso che il governo e le forze di sicurezza saranno all’altezza della sfida”, si legge nel testo.
Wsj: “5 sceicchi rinnegano l’ANP”. Cinque importanti sceicchi del distretto di Hebron, in Cisgiordania, avrebbero inviato una lettera al governo israeliano dicendosi pronti ad aderire agli Accordi di Abramo per raggiungere la pace con Israele. Secondo il Wall Street Journal, la missiva mette nero su bianco il desiderio degli sceicchi di sottrarsi all’Autorità nazionale palestinese e di costituire Hebron come emirato che “riconosca Israele Stato del popolo ebraico, quindi Israele riconoscerà l’Emirato come rappresentante dei residenti arabi”. Sempre secondo il quotidiano internazionale, altri sceicchi che sostengono l’iniziativa hanno preferito mantenere l’anonimato per motivi di sicurezza. La lettera, indirizzata al ministro dell’Economia israeliano, Nir Barkat, definisce l’accordo proposto come “equo e dignitoso”, e potrebbe sostituire gli accordi di Oslo, “che hanno portato solo danni, morte, disastro economico e distruzione”, si legge ancora. Uno degli sceicchi che ha aderito all’iniziativa ha dichiarato: “Pensare solo a creare uno Stato palestinese ci porterà tutti al disastro”.
Oggi nuovi negoziati a Doha. Nonostante la tregua sembri dunque allontanarsi, un nuovo capitolo dei negoziati indiretti tra Israele e Hamas si apre oggi in Qatar nel tentativo di raggiungere un accordo di cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi ancora nella Striscia di Gaza. La diplomazia dunque continua a provarci, anche se il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, ieri sera ha definito “inaccettabili” le modifiche richieste da Hamas alla proposta di cessate il fuoco sostenuta dagli Stati Uniti e dallo stesso Stato ebraico.
