Merkel sul clima: vogliamo proteggere il mondo
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Alla conferenza mondiale dell’Onu sul clima, che si sta svolgendo in questi giorni a Bonn, Angela Merkel è tornata sulla lotta inevitabile e non più rinviabile ai cambiamenti climatici. La cancelliera ha parlato chiaro: “il nostro messaggio è che vogliamo proteggere il pianeta. Quella del clima è una sfida centrale per il mondo. Una questione di destino dell’umanità”.
“L’accordo di Parigi – prosegue la Merkel – è solo un inizio”, adesso “alle parole devono seguire i fatti”. La cancelliera ha poi espresso apprezzamento per la circostanza che gli Stati Uniti d’America si impegnino per il rispetto dell’accordo di Parigi, “nonostante la posizione di Donald Trump, che ha annunciato di volerne uscire”. Anche in un paese “ricco come la Germania” è difficile raggiungere gli obiettivi per la tutela del clima”, accennando esplicitamente ai “conflitti sociali”, per la questione della “sostenibilità del prezzo dell’energia”, e la “questione dei posti di lavoro”, in un paese che fa grande uso del carbone.
La Merkel ha spiegato che ci sono in corso “difficili colloqui”, e che si dovrà trovare un accordo nei prossimi giorni, riferendosi alle consultazioni per la coalizione di governo “giamaica”. Alle parole di Angela Merkel fanno eco quelle del presidente francese, Emmanuel Macron: “Spero che l’impegno delle nazioni europee possa bilanciare l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima”. Il capo dell’Eliseo ha inoltre auspicato che “lo sforzo” degli altri Stati americani possa condurli a ereditare il ruolo ricoperto da Washington.
Anche il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres ha focalizzato su: “gli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici che si abbattono già su di noi. La voce degli stati insulari, che sono in prima linea nella lotta, deve essere la voce di tutto il mondo. La riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra è essenziale, ma lo stravolgimento del clima è già una realtà e peggiorerà nel corso del tempo: è per questo che è necessario anche avviare politiche di adattamento e rafforzare la nostra resilienza”.
