Microchip anticontraffazione

La nuova idea alla base della tecnologia low cost messa a punto da un’azienda “costola” del Massacchussets Institute of technology (Mit) e utile per combattere il fenomeno del falso è un chip di silicio anticontraffazione sicuro come le impronte digitali.

I chip in questione possono essere letti e verificati con dispositivi mobili, come i telefonini. Hanno delle caratteristiche in comune con le impronte digitali umane, che non sono mai uguali.

Durante il processo di fabbricazione dei chip si producono delle microscopiche variazioni imprevedibili, permanenti e impossibili da clonare dette puf. I ricercatori in questo caso hanno sviluppato una tecnica che traccia queste variazioni casuali nei chip di silicio, assegnandogli una sorta di “impronta digitale” unica.

Integrati nelle etichette con identificazione a radio frequenza, i chip possono essere così analizzati con cellulare o lettore per determinare se l’etichetta è autentica.

La tecnologia sviluppata assegna ai chip un gruppo di numeri a 128 bit che vengono poi conservate in un database. Per ogni autenticazione è usato un diverso numero da 128 bit.

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