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Migranti, bocciato il piano Cpr da molte regioni

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È scontro intanto in merito all’idea del governo dei Centri di permanenza e rimpatrio in ogni Regione per gestire l’emergenza. In mattinata è arrivato un secco “no” da parte di diversi governatori e sindaci. I Centri di permanenza per il rimpatrio entrano a far parte delle opere destinate alla difesa nazionale a fini determinati, come  aeroporti, basi missilistiche, depositi munizioni, caserme, basi navali. Al ministero della Difesa è stato dato mandato di realizzare le nuove strutture il prima possibile. Si discute innanzitutto su dove saranno. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha assicurato che ci sarà almeno un Cpr per regione ma manca ancora un elenco.

Il presidente dell’Emilia Romagna  Bonaccini infatti ha annunciato: “Mi sono appena sentito con il ministro Piantedosi e ci siamo detti che ci vedremo a breve. Probabilmente ci sono stati dei misunderstanding per quanto riguarda la richiesta di incontro. Con Piantedosi non ho alcuna necessità o voglia di litigare perché l’ho conosciuto qui e lo ricordo come un ottimo prefetto di Bologna. Da parte mia c’è solo volontà di collaborazione”.

Parere negativo era arrivato anche dal presidente della Toscana Giani: “Per quello che mi riguarda non darò l’ok, non esprimerò mai la condivisione a nessun Cpr in Toscana. Si stanno prendendo in giro gli italiani, perché il problema dell’immigrazione, e noi dobbiamo affrontarlo, è come farli entrare e accoglierli, non buttarli fuori. Cosa c’entra il Cpr con la risposta ai flussi emergenziali così forti che arrivano oggi? Se arrivano questi immigrati col tormento, le sofferenze, le violenze che hanno subito, la risposta a livello mediatico è ‘faccio i Cpr, cioè faccio i luoghi che li buttano fuori’? Prima bisogna dare una risposta su come integrarli, accoglierli, poi si può parlare anche di coloro, di quei casi miseri e isolati da ordine pubblico e prevedere le lunghissime procedure per il rimpatrio”.

No anche dal presidente del Veneto Zaia: “Su un Cpr in Veneto io non ho mai parlato con nessuno. Noi non siamo stati contattati. I numeri confermano la preoccupazione che avevo posto a inizio estate, che saremmo andati incontro al doppio di arrivi di migranti rispetto all’anno scorso, con tutti gli annessi e connessi”.

La scorsa notte intanto sono arrivate sull’isola siciliana di Lampedusa 171 persone, su 5 barchini agganciati al largo dalla Guardia di Finanza e dalla Capitaneria di porto. Ottantanove dei migranti, siriani ed egiziani, hanno detto di essere partiti dalla Libia, e gli altri da più porti in Tunisia. Ieri 23 approdi e 896 persone arrivate sull’isola. Nell’hotspot si trovano attualmente 1.761 persone, a fronte di una capienza massima di 3-400 ospiti. Cinquecento saranno trasferiti a Porto Empedocle.

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