22/06/2021

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Migranti: fuga dal Cara di Caltanissetta, rintracciati in 125. Ira di Musumeci

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Dopo la fuga di massa, sono stati rintracciati e riportati al Cara di Pian del Lago di Caltanissetta 125 migranti su un totale di 184. I migranti, che erano obbligati a rispettare la quarantena, si erano allontanati dalla struttura intorno alle 18 di ieri. Le forze dell’ordine hanno lavorato tutta la notte per rintracciarli e stanno continuando le ricerche. Molti migranti sono fuggiti scalzi tra le campagne. La Questura ha annunciato che saranno messi tutti in quarantena.

“Ho già chiesto al governo nazionale – afferma il sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambinodi non inviare più migranti al Cara nisseno. Non ci sono le protezioni adeguate. Ho chiamato il sottosegretario all’Interno preannunciando l’invio di una lettera al ministro Luciana Lamorgese per esprimere tutto il mio dissenso rispetto alla situazione che stiamo vivendo. Adesso è arrivato il momento in cui ciascuno si prenda le proprie responsabilità. Se i centri di accoglienza non sono abbastanza sicuri, come mi era stato garantito, prima vanno rafforzate le misure di protezione e poi si passa al resto. In caso contrario non possiamo vivere, nessuno può, in una situazione di preoccupazione continua. Lo stato di diritto non può consentire che ciò avvenga. E non lo consentirò neanch’io”.

Sul caso è intervenuto, con un duro post su Facebook, anche il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci. “I migranti scappati a Caltanissetta si aggiungono ai tunisini scappati a Pantelleria e a quelli evasi dall’hotspot di Pozzallo, i quali, a loro volta, si sommano a tutti gli altri – si legge nel post -. Nessuno dica che è responsabilità delle forze dell’ordine: fanno tutto quello che possono e siamo loro grati. È semplicemente sbagliato che si faccia finta di nulla da parte del governo di Roma e che si dica che tutto va bene. Pretendo rispetto per la Sicilia, non può essere trattata come una colonia. Abbiamo dato disponibilità e chiediamo reciprocità, ma vediamo che nella gestione del fenomeno migratorio c’è troppa improvvisazione e superficialità”.