05/10/2022

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Migranti: la Polonia costruirà un muro al confine con la Bielorussia, a partire da dicembre

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Pugno duro delle Polonia contro l’arrivo di migranti. Varsavia inizierà a costruire un muro al confine con la Bielorussia a partire da dicembre. Nel pieno della crisi dei migranti con Minsk, il ministro degli Interni polacco Mariusz Kaminski già qualche giorno fa, aveva dichiarato che la struttura sarà terminata entro la metà del 2022: “Sarà lunga 180 chilometri, alta 5,5 metri e verranno utilizzate le soluzioni più moderne”. Secondo Kaminski, si tratta di un “investimento assolutamente strategico e prioritario per la sicurezza della nazione e dei suoi cittadini”.

Il cronoprogramma. I contratti saranno firmati entro il 15 dicembre e i lavori sul confine andranno avanti 24 ore al giorno su tre turni. La barriera ha un costo stimato di 353 milioni di euro e si prevede che si estenderà per 180 chilometri, circa la metà della lunghezza totale del confine tra Polonia e Bielorussia.

L’annuncio arriva nel giorno del via libera da parte di Bruxelles delle sanzioni nei confronti della Bielorussia da parte dell’Unione europea. I 27 Stati membri, hanno dunque deciso di colpire entità che organizzano o contribuiscono ad attività del regime di Aleksander Lukashenko che facilitano l’attraversamento illegale delle frontiere esterne dell’Ue. Dura la reazione del presidente bielorusso: “Ci minacciano di sanzioni. Ok, aspettiamo e vediamo. Pensano che io stia scherzando. Che sia una minaccia vuota. Niente del genere. Combatteremo. Abbiamo raggiunto il limite. Non c’è spazio per una ritirata“, ha dichiarato Lukashenko.

Particolarmente preoccupata dalle pressioni della Bielorussia, dietro le quali si teme il coinvolgimento della Russia, è la Lettonia che ai suoi confini orientali combatte proprio contro le influenze di Mosca sui Baltici. Del resto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, è intervenuto nella questione sostenendo che non è assolutamente corretto attribuire ad Aleksander Lukashenko l’intera colpa della crisi dei migranti al confine.

Lo stesso Borrell ha fatto capire che dietro le mosse di Lukashenko c’è il sostegno di Mosca: “è evidente che Lukashenko fa quello che fa perché conta sul forte sostegno della Russia. Lukashenko non poteva fare ciò che sta facendo senza un forte sostegno della Russia. Che poi ci sia un nesso con l’aumento delle truppe in Ucraina non posso saperlo”.