23 Settembre 2020

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Mihajlovic: «Sono tornato a Bologna per ripagare l’affetto dei bolognesi»

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Mihajlovic si racconta da allenatore del Bologna che in passato aveva già ricoperto questo ruolo ma con la speranza di tornare e fare meglio

Mihajlovic si racconta alla tv ufficiale del Bologna, da allenatore del Bologna che in passato aveva già ricoperto questo ruolo ma con la speranza di tornare e fare meglio. Una storia che giorno dopo giorno si consolida, complice la grande reazione d’orgoglio dopo la scoperta della malattia.

LA PIÚ GRANDE SODDISFAZIONE- “La più grande soddisfazione col Bologna è averlo salvato: in quella situazione anche i più grandi ottimisti non avrebbero mai pensato di finire la stagione in quella maniera. Prima squadra da allenatore? Non lo dimentico, è uno dei motivi per cui sono tornato qui: non mi piace avere debiti e volevo finire il lavoro e ripagare l’affetto dei bolognesi”.

SUL RAPPORTO CON I CALCIATORI- “Io, scherzando, dico che i miei calciatori sono liberi di fare quel che voglio io. Ho un bellissimo rapporto con loro, a volte mi fanno arrabbiare ma ognuno deve vivere la sua età. Sono tutti bravi ragazzi, io a 22 anni facevo anche di peggio: gli sbagli si possono fare ma bisogna correggerli e ascoltare le persone più grandi. Il rapporto coi calciatori è sempre da padre a figlio o da fratello maggiore, pur avendo rispetto dei ruoli. Certamente con loro mi piace scherzare. Bisogna essere veri, leali, sinceri: è il modo migliore per essere rispettati. Se non ti rispettano allora diventa un problema”.

LA FAMIGLIA PRIMA DI TUTTO- “La cosa più importante è quello che vi dicono i genitori, non guardateli come vecchi che non capiscono nulla, loro vogliono sempre il tuo bene e non ti porteranno mai sulla strada sbagliata. Nel calcio dovete ascoltare il vostro allenatore perché se tutto va bene ne guadagnano tutti”.