Milano, morte Aurora Livoli: un indagato per omicidio. Lega in pressing sulla castrazione chimica
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C’è un indagato per l’omicidio di Aurora Livoli, la 19enne trovata morta la mattina del 29 dicembre in un cortile condominiale di via Paruta a Milano, con evidenti segni di violenza su collo e polsi. Si tratterebbe dell’uomo che la notte prima è stato ripreso dalle videocamere di sorveglianza mentre passeggiava accanto alla giovane. E’ un cittadino peruviano di 56 anni, ora indagato per omicidio volontario.
L’uomo è già in carcere a San Vittore. Ed è anche il responsabile di una tentata rapina commessa ai danni di una 19enne peruviana la sera del 28 dicembre nella stazione della metropolitana a Cimiano. A darne notizia è Massimo Basile, zio della ragazza di Fondi (Latina) recatosi stamattina – insieme ai genitori di Aurora – all’Istituto di Medicina legale di Milano, dove si è svolta l’autopsia disposta dalla Procura per chiarire la dinamica della morte.
L’uomo, fermato dai militari del Nucleo Investigativo di Milano e del Nucleo Operativo della Compagnia Milano Porta Monforte, ha precedenti per violenza sessuale e risulta essere irregolare sul territorio nazionale. Secondo quanto riferito dallo zio, l’uomo fermato sarebbe stato rintracciato grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza e al lavoro degli investigatori.
Pressing della Lega sulla castrazione chimica dopo il fermo del cittadino peruviano di 56 anni indagato nel caso di Aurora. “Se venisse confermata la colpevolezza dell’uomo fermato saremmo di fronte a un fatto di una gravità inaudita. È inaccettabile che un soggetto irregolare con precedenti per violenza sessuale possa aver avuto la libertà di agire ancora” dice la senatrice Mara Bizzotto, vicepresidente del gruppo leghista a Palazzo Madama che chiede al Parlamento di approvare subito la proposta di legge della Lega sulla castrazione chimica, di cui s dice “orgogliosamente prima firmataria”.
