4 Dicembre 2020

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Misure economiche anti- Covid: via libera al dl ‘Ristori Ter’ e allo scostamento di bilancio

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sdr

Nella notte hanno visto la luce il decreto ‘Ristori Ter’ che vale circa 2 miliardi e il nuovo scostamento di bilancio da 8 miliardi.

Nel dettaglio il decreto finanzia nuovi aiuti anti-crisi: 1,45 miliardi andranno ai contributi a fondo perduto per le attività colpite dalle misure restrittive anti-Covid, 400 milioni ai sindaci per gli aiuti alimentari (le risorse saranno erogate a ogni comune entro 7 giorni dall’entrata in vigore del dl) e 100 milioni al commissario all’emergenza Domenico Arcuri per l’acquisto di farmaci per curare i pazienti positivi al Covid.

I negozi di scarpe avranno un ristoro del 200% rispetto a quanto previsto in precedenza. Rafforzata anche la dote per il credito d’imposta per gli affitti commerciali, la cancellazione della seconda rata Imu, l’estensione della proroga del versamento Irpef, Ires e Irap per autonomi e partite Iva, la sospensione dei versamenti tributari e dei contributi previdenziali, il congedo per i genitori con i figli a casa a causa della chiusura delle scuole e il bonus baby sitter.

Il provvedimento è coperto: per oltre 1,2 miliardi con i fondi stanziati ma non utilizzati per la cig con i precedenti decreti Cura Italia e Agosto. Altri 500 milioni sono garantiti dal fondo speciale per la riassegnazione dei residui passivi della spesa di parte corrente e 100 milioni dai residui passivi della spesa in conto capitale. Ulteriori 50 milioni dalla soppressione della norma del decreto bis che prevedeva la possibilità di individuare ulteriori codici Ateco che potessero beneficiare dei contributi a fondo perduto. Infine 60 milioni arrivano dal Fondo per pagare i debiti della P.a. istituito con il decreto Rilancio.

Con le risorse aggiuntive di 8 miliardi, che arriveranno dopo il via libera delle Camere allo scostamento di bilancio in programma giovedì 26, sarà finanziato il quarto decreto Ristori. In questo provvedimento dovrebbe trovare spazio anche il rinvio delle scadenze fiscali (acconti Irpef, Irap e Ires di fine novembre, i contributi previdenziali e le ritenute fiscali dei dipendenti di metà dicembre e l’acconto Iva del 27 dicembre) e delle rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio, che altrimenti ripartirebbero il 10 dicembre.

Il governo conta poi di chiedere entro i primi di gennaio un ulteriore scostamento di bilancio a valere sul 2021 che dovrebbe valere circa 20 miliardi e servirà per guadagnare l’uscita dalla crisi e sostenere la ripartenza delle filiere più colpite.