26/09/2021

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Mixed zone, Gasperini: “Credevo che il calcio fosse finito. Champions nelle nostre mani”. Mihajlovic: “Gara indirizzata dal rigore”

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Mixed zone, l’Atalanta si diverte a spese del Bologna, Mihajlovic ovviamente un po’ meno e a fine partita tralascia il risultato, rivolgendosi addirittura all’arbitro dell’incontro. finisce 5-0 a Bergamo, un risultato che parla da solo, esattamente come la classifica che vede i bergamaschi ora al secondo posto con 66 punti, gli stessi della Juventus e del Milan che questa sera giocherà a Roma contro la Lazio. Andiamo a vedere che cosa hanno detto i due tecnici, partendo da Gasperini.

SULLA SUPER LEGA-  “Abbiamo rischiato di chiudere tutto, di non poter più giocare per nessun obiettivo. Io lunedì scorso credevo che fosse finito il calcio e tutto solo per sistemare i conti di 12 società. Per fortuna in Inghilterra hanno fatto una bella marcia indietro. Noi dobbiamo sempre nutrire la speranza che un ragazzino diventi un grande giocatore e una piccola squadra possa competere con le big”.

FINANZA E BUROCRAZIA- “Il primo anno che ero a Bergamo arrivavano squadre che offrivano ai miei giocatori dieci volte quello che prendevano qui e io gli dicevo che per portarli via poteva bastare anche il doppio (ride). Poi col tempo anche il nostro livello e i nostri obiettivi si sono alzati. Però i bilanci per la famiglia Percassi sono legge, non potranno mai spendere 50 milioni per un giocatore  o fargli un contratto astronomico. Se ci ritroviamo in una situazione come quella di quei 12 club a Bergamo chiude tutto. Poi dicono che quelle squadre hanno milioni di tifosi e questo giustifica tutto… Ma  pensate se a Firenze (in riferimento a Fiorentina-Juve) si fosse giocato col pubblico, pensate come sarebbero stati messi alla berlina allenatori e giocatori, come è stato fatto in Inghilterra. Poi parlano di questa cosa dell’invito… Se ci avessero invitato alla Super League, io non ci sarei andato”.

SULLA GARA- “Il Bologna aveva messo in difficoltà tante squadre quindi ci eravamo preparati bene per determinate situazioni. Poi ovviamente c’è il campo, che ha messo in luce un’Atalanta che sta molto bene, al di là della superiorità numerica. In avvio siamo partiti con troppa fretta e voglia di far bene, andavamo spesso fuori gira e perdevamo lucidità, anche a causa dell’ottima condizione che abbiamo in questo momento, poi quando le cose si sono calmate è andato tutto meglio. Secondo posto? Intanto pensiamo che mancano due punti a conquistare aritmeticamente l’Europa per il quinto anno di fila, per quanto riguarda la Champions so solo che dovremo sbagliare noi per farci venire a prendere, il destino è nelle nostre mani. Il secondo posto è difficile, ma ce la possiamo fare”.

SU MALINOVSKYI- “Lui è arrivato come centrocampista, io gli ho chiesto un’evoluzione del ruolo, giocando come Ilicic e lui è cresciuto molto. Ora partecipa al gioco con grande continuità, è un attaccante atipico che però fa molti assist e molti gol. Ha avuto un po’ di problemi, prima col Covid, poi con un’ernia, ma ora sta facendo un finale di stagione strepitoso”.

Cinque goal subiti ed un rigore subìto, Mihajlovic a fine partita è incontenibile, la sua schiettezza arriva fino ai microfoni di Sky

EQUILIBRIO FINO AL RIGORE- “Se il metro per assegnare i rigori è quello del contatto tra Danilo e Romero, allora se ne devono dare 10 a partita. Solo che a noi rigori del genere non ne danno mai. Loro hanno vinto con merito, ma fino all’ 1-0 c’era equilibrio in campo, poi rigore ed espulsione hanno cambiato la partita, che di fatto è finita lì.

DIFFERENZE- “Loro sono fortissimi, guardavo le loro riserve e potrebbero fare tutti i titolari nel mio Bologna. E forse anche in altre squadre di serie A. Inoltre noi eravamo in emergenza dietro, ci mancano i terzini titolari Tomiyasu e Dijks, che ci danno tanto con la loro fisicità. Nonostante ciò abbiamo avuto le occasioni per passare in vantaggio. Ma non posso dire nulla ai ragazzi, come diceva Boskov meglio perdere una volta 5-0 che 5 volte 1-0. Quest’anno abbiamo sbagliato atteggiamento solo una volta, con la Roma in casa, perché ormai abbiamo la nostra mentalità, pressiamo alti e giochiamo sempre per vincere”.

SUL FUTURO- “Nel mondo ideale ci teniamo tutti, compriamo una punta e un difensore e cresciamo. Ma qualcuno dovremo vendere però. Speriamo che non ci sia nessuno che compra… Il presidente è ambizioso come me, poi bisogna fare i conti con la realtà”.