20/10/2021

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Mixed zone: lo Spezia smuove la zona retrocessione, Italiano può sorridere. Per Cosmi, Semplici e D’Aversa reazione che non basta

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Mixed zone, tra venerdì e sabato la lotta per non retrocedere, comincia venerdì il Parma di D’Aversa, sconfitto 2-1 in rimonta dal Genoa. Sabato tocca al Crotone cedere 3-2 al Bologna, mentre il Cagliari è costretto ad arrendersi allo Spezia 2-1. Il Toro potrebbe approfittarne a Genova contro la Sampdoria, intanto andiamo a vedere cosa hanno detto Cosmi, Semplici ed Italiano, partendo dal tecnico del Crotone. 

COSMI- “Il primo tempo è stato perfetto e il 2-0 era strameritato, dovevamo gestire tutto in maniera diversa. La ripresa è tutta nel primo pallone giocato e consegnato agli avversari: siamo entrati in campo rilassati, pensando bastasse fare quello che abbiamo fatto nei primi 45′. Mihajlovic ha messo dentro una formazione estremamente offensiva che non credo riproporrà mai più e noi abbiamo subito due gol a difesa schierata. È un peccato, questo ko a livello psicologico è una bella mazzata. Se tu perdi in situazione dove dall’inizio dimostri di essere inferiore, lo accetti in maniera diversa. Da partite come quelle di Roma con la Lazio e di oggi torniamo con due 2-3 che ci mettono in una situazione di enorme disagio però vorrei lasciare un segnale chiaro che da adesso in poi chi penserà di giocare contro un Crotone arrendevole spero faccia un grande errore perchè questa è una squadra che nelle ultime tre partite è riuscita a fare otto gol. Se otto gol non bastano per portare a casa più di tre punti diventa più problematico. Ci sarà una settimana in più di tempo cercheremo di creare un qualcosa di unico in queste dieci partite. Chi va in campo deve dare quello che è riuscito a dare fino ad ora ma con un pizzico di orgoglio in più”.

DELUSIONE-  “Una gran delusione non solo per me, ma per la città e i tifosi. Non stiamo vivendo una situazione normale e livello psicologico. Le sconfitte per noi sono terribilmente più feroci. Per noi andare in vantaggio di due gol è un’impresa e vedere vanificato immeritatamente tutto è un dolore durissimo da sopportare. Gli errori difensivi? Sono quattro partite, neanche un mese, che sono qua. Le valutazioni vengono fatte in base alle gare di campionato. Questa è una squadra composta anche da buoni difensori. Bisogna difendere meglio globalmente ma incappiamo in errori banali. Io vedo squadre che fanno esattamente i nostri errori e vengono punite meno severamente. Bisogna lavorare. Futuro? Con la società non ne abbiamo ancora parlato perchè in fase di discussione non ho voluto clausole che condizionassero. So le società quello che stanno soffrendo. O meglio, alcune ne soffrono per demeriti propri. Il Crotone ne soffre perché la pandemia ha penalizzato tantissimo le società serie. Quelle che non lo erano, sono parzialmente penalizzate. Non ho voluto mettere in condizioni la società di pensare economicamente a un discorso futuro. Ora ci sono 10 partite, erano tanto tempo che non ero in A”.

ITALIANO- “Era più di un mese che non gioivamo, è normale che ci tenevo a farlo. Soffrire gli ultimi minuti in questo modo dopo un vantaggio di due gol non è normale… in questo momento siamo una squadra un po’ così, ma ci tenevamo tantissimo a tornare alla vittoria, sono tre punti che arrivano dopo un periodo non bello e ce li prendiamo tutti. Sono pochi i punti che abbiamo, dietro come era logico iniziano a fare risultato e ora toccava a noi, altrimenti sarebbe diventato un problema: ci siamo fatti trovare pronti, sono tre punti molto importanti. Soffrire meno dietro? È un po’ difficile, anche a me piacerebbe stare lontano dall’area quando arrivano i Pavoletti e i Cerri, ma poi in quei casi l’allenatore sparisce: giuro che li chiamavo e non si capiva più nulla. Oggi a parte gli ultimi minuti la squadra ha fatto una gran bella partita contro un avversario di qualità. A 10 dalla fine 29 punti non sono tanti, ma cercheremo di alimentare l’entusiasmo di questa vittoria: i ragazzi non perdono mai fiducia e ci aggrappiamo alla nostra identità, oggi abbiamo cambiato 3-4 pedine rispetto all’ultima gara e abbiamo battuto una grande squadra. A loro l’ho detto, 29 punti sono pochi e alla sosta dobbiamo ripartire”.

SULLE PAROLE DI ZEMAN- “L’apprezzamento di Zeman nei miei confronti? Ho letto prima di arrivare allo stadio ed è una soddisfazione enorme. Non l’ho mai avuto come allenatore ed ho sognato di poter stare lì in mezzo al suo calcio, anche se non ci sono riuscito. Sentirlo dire da un maestro come lui mi riempie d’orgoglio, quando l’ho letto non ci potevo credere. Sono felice della sua stima e di queste parole che per me saranno una carica in più per arrivare all’obiettivo tra difficoltà e sacrifici. Nell’ultimo periodo stavamo alternando troppi momenti positivi e negativi nella stessa gara, e nel secondo tempo un po’ temevo un calo nostro oltre alla qualità del Cagliari. È capitato spesso di non riuscire a perdere e magari pareggiare, oggi il nostro portierone ha fatto parate decisive e nell’arco del campionato si compensano sempre miracoli del tuo portiere e degli avversari. Ricci in nazionale? Altra bellissima soddisfazione, ma bisogna condirlo con l’obiettivo finale e cercheremo di raggiungerlo in ogni modo” ha concluso il tecnico bianconero.

SEMPLICI- “Abbiamo disputato un buon primo tempo, purtroppo alla prima indecisione della ripresa abbiamo preso gol complicando il nostro discorso. Poi ci siamo divorati due gol con Pereiro e Simeone ed è arrivato il secondo gol. Non ci siamo comunque arresi, le abbiamo provate tutte. I ragazzi hanno dato tutto, ma certi tipi di errori in queste partite non puoi permetterteli. Sapevamo che avremmo incontrato una squadra che sarebbe venuta a pressarci alta. Nel primo tempo, ai punti, avremmo vinto noi, ma conta fino a un certo punto. Oggi non meritavamo di perdere e non potevamo permettercelo. Pazienza, guardiamo avanti e pensiamo a lavorare duramente durante la sosta. Classifica? La squadra è tornata a proporre, ma in fase difensiva qualche errore è stato commesso: bisogna essere più attenti ed equilibrati. La classifica è difficile, ma il destino è nelle nostre mani: non faccio tabelle, la corsa la facciamo su noi stessi”.