10/04/2021

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Mixed zone: Pioli, Gattuso e Pirlo. Conte guarda tutti con un mezzo sorriso ironico

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Mixed zone, dodicesimo turno di campionato, in attesa di Roma-Torino, succede di tutto sui campi della Serie A, a partire dal secondo pari consecutivo da parte del Milan che a Genova non va oltre il 2-2, ancora in recupero. L’Inter super il Napoli grazie ad un rigore trasformato da Lukaku, frena la Juventus che in casa con l’Atalanta non vince ma pareggi 1-1 con tanto di rigore sbagliato da Ronaldo. Andiamo a vedere che cosa hanno detto i tecnici alla fine delle gare, partendo da Pioli.

PRENDIAMO TROPPI GOAL-  “E’ stata una gara complicata ma siamo riusciti a riprenderla. Anche oggi abbiamo subito due gol ma concesso poco. I gol che stiamo prendendo stanno diventando un po’ troppi”.

TANTI INFORTUNI- “Abbiamo fatto un grandissimo lavoro senza infortunati, ora è il momento di stringere i denti. Dobbiamo ottenere il massimo dalle prossime due per passare un Natale sereno”.

Gattuso perde la pazienza e si rivolge all’arbitro dell’incontro, reo secondo lui di essere stato troppo permaloso in alcune situazioni, soprattutto nei confronti di Insigne espulso.

ROSSO ESAGERATO-  “Solo in Italia gli arbitri ti mandano fuori perché li mandi a cag… Se in inglese dici ‘fuck off’ in Inghilterra nessuno ti dice niente. Solo in Italia l’arbitro butta fuori il capitano del Napoli perché lo manda affan… per un rigore dubbio. Solo in Italia, così si cambiano le partite. Così io avrei giocato una partita sì e una no”.

SULLA GARA- E’ stata una partita molto tattica, oggi la squadra ha fatto una grandissima partita facendo qualcosa di nuovo costruendo a tre. Meritavamo di più noi, ma i gol bisogna farli. Ora bisogna pensare alla Lazio, sicuramente rimane la prestazione”, ha aggiunto Gattuso.

Di diverso avviso Antonio Conte che dopo aver visto uscire Merten piangendo, assiste anche all’espulsione di Insigne, prima di realizzare quel rigore da notte tranquilla

GARA BRUTTA E VITTORIA IMPORTANTE- “Non era assolutamente una gara facile. Il Napoli è un’ottima squadra. E’ stata una gara molto tattica. C’è stato molto rispetto da ambo le parti. Non è stata un gara bellissima, però questi sono tre punti importanti. Una vittoria contro una squadra ambiziosa come il Napoli vale il doppio”.

COME STA L’INTER- “La squadra nel finale ha sentito il peso e l’importanza del match. Sapevamo che vincerla non era facile e alla fine ci è venuto un po’ il braccino del tennista che cerca di conservare il risultato. La squadra deve imparare a soffrire e vivere questo tipo di situazioni. Vincere così è comunque un buon segnale. Sono partite in cui conta il risultato. Sono gare difficili. Sono match che vanno vinti e se si riesce a centrare il bottino pieno si mette il risultato in tasca con soddisfazione”.

Pareggio amaro per la Juventus che con l’errore di Ronaldo dl dischetto vede vanificare la possibilità di prendere altri due punti al Milan. 1-1 casalingo con l’Atalanta, spiegato così da Pirlo.

UN’OTTIMA PARTITA- “Abbiamo fatto un’ottima partita, giocavamo contro una squadra forte e con gran ritmo. Abbiamo giocato alla pari, ma quando dobbiamo fare il saltino come stasera… Dovevamo portarla a casa per inerzia, invece abbiamo peccato di leggerezza e non siamo riusciti a vincere la partita. In alcune occasioni eravamo troppo lenti nel far girare palla, in altre volevamo verticalizzare immediatamente quando invece loro erano chiusi”.

SULLA GARA- “Abbiamo creato tanto però non siamo riusciti a chiuderla. E quando lasci la partita in bilico può succedere di tutto. L’errore di Ronaldo sul rigore? Può capitare, capita una volta ogni tanto. E’ un peccato perché ci avrebbe aiutato ad andare avanti nel risultato”.

SU DYBALA- “Sono questioni tra società e giocatore. Io faccio l’allenatore, penso solo ad allenare la squadra sul campo”.

SU KULUSEVSKI-  “Un giocatore giovane, ha vent’anni, due anni fa era in Primavera. Ha giocato tanto, il salto è enorme. Ha fatto delle buone prestazioni e altre meno, però è un giocatore su cui contiamo tanto. Tornerà utile per le prossime partite, questa non era quella adatta. Avevamo bisogno di più gente che andasse in verticale, alla ricerca dello spazio”.