07/02/2023

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Mixed zone, Pioli: “Potevamo fare di più. Discreto primo tempo e secondo non all’altezza”. Spalletti: “Anno del Napoli? Urge una distinzione”

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Mixed zone, soltanto uno 0-0 tra Cremonese e Milan, il Napoli sorride, avendo già battuto l’Empoli 2-0. A fine gara Pioli e Spalletti hanno ovviamente umori diversi, quello di Pioli appare turbato ai microfoni di Dazn.

COSA È MANCATO- “Credo che potevamo fare di più. Discreto primo tempo e secondo non all’altezza. Non siamo riusciti a creare un volume di gioco e di situazioni per creare più occasioni. La Cremonese ha lasciato pochi spazi ma potevamo fare di più”.

PUNTI DAL NAPOLI- “Sono tanti, questa classifica non ci deve piacere e domenica abbiamo la possibilità di tornare a vincere. Il campionato è lungo con tanti punti a disposizione, ma non volevamo questo distacco. Bisognare fare i compimenti al Napoli”.

SULLA GARA- “Credo che nel secondo tempo abbiamo perso velocità e si sono creati tanti duelli e ne abbiamo vinti pochi. Se non riesci a saltare l’avversario diventa difficile creare occasioni. Ci è mancato la giocata, il guizzo, il movimento. Dovevamo muoverci meglio senza palla, abbiamo fatto fatica a dare più soluzioni. Ci aspettavamo questo atteggiamento della Cremonese. Dovevamo muoverci bene, con i tempi necessari e dare soluzioni al portatore. Questo non è riuscito, abbiamo avuto occasioni per fare gol. Quando non le sblocchi diventano più complicate. Non abbiamo trovato soluzioni vincenti”.

LEAO DALLA PANCHINA- “Sbagliato puntare sempre su un singolo. Se lavoriamo bene di squadra vinciamo, se non lavoriamo bene di squadra non vinciamo. Ma se Leao non fa una prestazione all’altezza non dobbiamo puntare il dito”.

SU DE KETELAERE- “Capisco l’effetto mediatico ma dimentichiamoci quanto è stato pagato. Possiamo giocare un calcio migliore, più qualitativo e più pericoloso. Potevamo fare tutti meglio, io in primis”.

Napoli, primo posto sempre più solido anche in caso di sconfitta nell’ultima gara prima del mondiale. Spalletti affronta così l’argomento

SULLA GARA- “Sostituzioni decisive? Abbiamo giocato sabato alle 18, se non cambi 4-5 giocatori non puoi avere forza per 90′. Quest’alternanza diventa fondamentale, quando sono entrati gli altri hanno dato un’impennata alla partita, si è visto che la partita è cambiata”.

SULLO SCUDETTO- “Lotta scudetto? La strada è lunghissima e le insidie sono tantissime. Anche chi era dietro ha la forza per riprendersi”.

SUL TURNOVER- “Questo diventa la soluzione per tutto. Se si lasciano coinvolgere che fanno sull’essere o non essere titolare non vanno da nessuna parte. L’addizione delle qualità di 22 calciatori fa più dell’addizione delle qualità di 11 giocatori, non so più come dirvelo”.

COSA HA FUNZIONATO- “Abbiamo fatto tantissimi cross e siamo arrivati lì a imbucare tantissime volte, ma poi dipende da se loro ci arrivano col centrocampista. Se ci arrivano col centrocampista non hai smosso niente, tatticamente non hai preso vantaggio. Se invece ci arrivi giocando palla, dove il loro centrocampista non può arrivare, è diverso. Loro sono stati sempre bravi a chiuderci col centrocampista del rombo. Lì diventa fondamentale il valore individuale e diventa difficile avere supremazia contro una squadra che ha fatto una grandissima partita di sacrificio”.

PAUSA MONDIALI- “Bisogna prendere atto di quelle che sono le situazioni che ti trovi davanti e affrontarle qualsiasi esse siano, ci si va dentro e si prova a metterci mano di volta in volta affinché tu abbia dei vantaggi. Si valuta lì per lì. Questa sosta c’è per tutti e non si può fare diversamente. Un po’ come quando faccio i calcoli per chi deve giocare: per me sono bravi tutti e due, poi ne decido uno in base a un dettaglio e spesso vengo smentito perché spesso l’altro che non ho scelto fa meglio di quello che ho scelto”.

E ANCORA SULLO SCUDETTO- “Bisogna stare sempre lì sul pezzo, avere questa disponibilità per dare importanza a tutto quello che passa davanti. I tre punti non sono importanti in base al valore della squadra che hai davanti, ma in base a quelli che sono i tuoi sogni, le tue prospettive, la tua voglia di diventare un calciatore top o un top team”.

ANNO DEL NAPOLI- “In tanti dicono che è l’anno del Napoli? A me non fa né caldo né freddo. Bisogna saper distinguere quelli che te lo dicono per metterti più in alto possibile aspettando di sentire il tonfo, sperando in una caduta. Ma saremo pronti anche a questo, fa parte un po’ della mentalità della nostra città, dei napoletani stessi”.

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