29 Ottobre 2020

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Mixed zone: Pioli si gode Ibra e vittoria. Conte ripensa ai goal subiti ma senza fare drammi

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Mixed zone, il campionato di Serie A vive con passione la quarta giornata: Inter-Milan regala le emozioni più forti ma attenzione anche ai 4 goal del Napoli all’Atalanta di Gasperini, ai 3 della Sampdoria ad una Lazio sempre più frastornata e poi al pari della Juve in quel di Crotone, 1-1 e tanta fatica. Andiamo a vedere quello che hanno detto Pioli e Conte al termine del match.

BATTUTA UNA GRANDE SQUADRA- “Abbiamo battuto una grande squadra. Siamo stati bravi a soffrire, è una vittoria importante per i nostri fantastici tifosi. Ma il nostro cammino è ancora lungo e ci sono tante cose che possiamo migliorare”.

SU IBRA- “Ibra mi aveva chiesto il cambio ma questa volta mi sono arrabbiato io, non l’ho ascoltato e non l’ho tolto. Era troppo importante per noi. Zlatan è un campione. Zlatan è un campione in tutto e il suo apporto alla squadra è importante. E’ facilissimo lavorare con lui. E’ un professionista esemplare, è competitivo e vuole sempre vincere anche in partitella. Complimenti a lui e a tutta la squadra.

TUTTI SUL PEZZO- Siamo stati sul pezzo, abbiamo imparato la lezione e stiamo crescendo. Chi pensa al passato non si gode il presente. Io mi godo il presente e lavoro per il futuro”. “Lo spirito della squadra è incredibile. Stiamo bene e lavoriamo bene. Abbiamo vinto sempre, ma non abbiamo mai fatto una vittoria facile. Vuol dire che dobbiamo migliorare dal punto di vista tecnico, ma vuol dire anche che stiamo crescendo dal punto di vista caratteriale”.

SU LEAO TITOLARE- “Sono sorpreso che nessuno si aspettasse Leao in campo. Abbiamo sempre giocato con un esterno di corsa a destra e un attaccante a sinistra. Senza Rebic, era giusto dargli fiducia. Ha fatto bene, anche se deve crescere e deve essere più continuo. Abbiamo corso dei rischi, cercando di essere aggressivi. E’ il nostro modo di stare in campo. Abbiamo un’identità precisa, consapevoli anche dei nostri difetti”.

MEGLIO VOLARE BASSO- “Sono un ottimista, ma secondo me ci sono 3-4 squadre sulla carta che hanno investito più di noi. Noi abbiamo investito a lungo termine. Siamo ambiziosi perché siamo il Milan, ma chiedo che il campionato sarà molto difficile. Ci sono sette squadre ad alto livello e noi speriamo di essere tra le prime quattro. Per puntare lo scudetto bisogna alzare il livello di qualità dei giocatori. Cosa che stiamo facendo. La società ha lavorato bene, inserendo grandi campioni in rosa e giovani di qualità pronti a crescere e migliorare”.

Chiaramente di diverso avviso l’umore di Antonio Conte, un po’ nervoso anche con l’arbitro Mariani durante la gara ma decisamente obbiettivo a fine gara nei confronti del risultato.

NIENTE ALIBI- “I molti assenti? Non è il momento per andare a vedere situazioni extracalcistiche, dispiace piuttosto aver perso una partita ben giocata e con tantissime situazioni da gol create. Loro sono stati bravi e a volte fortunati, mi spiace perché c’è stato grande impegno da parte dei ragazzi che ci tenevano tanto”.

SUI TROPPI GOAL SUBITI- “La solidità difensiva e l’equilibrio sono importanti, ma è inevitabile che giocando con due esterni che sono ali qualcosa si paghi. E pensare che qualcuno storce la bocca perché vuole anche il trequartista.

EQUILIBRIO TRA PREGI E DIFETTI- “Abbiamo commesso due disattenzioni sui loro due gol, poi abbiamo avuto molte occasioni per pareggiare e vincere la partita. Però complimenti a loro che hanno vinto. Creiamo tante situazioni in ogni partita e dobbiamo essere più bravi, cinici e cattivi. Al tempo stesso non ho niente da rimproverare alla squadra, perché l’atteggiamento è stato positivo, hanno lottato per provare a raggiungere almeno il pareggio e non siamo stati proprio fortunatissimi stasera”.

ANCORA SULLA DIFESA- “Giochiamo con due esterni che sono due ali: Perisic è molto bravo e sta lavorando molto in fase difensiva, ma sta giocando come quinto e anche Hakimi è molto offensivo. Qualcuno storce la bocca perché vorrebbe anche il trequartista, ma bisogna avere e equilibrio. Kolarov fatica da centrale? In questo momento è il miglior ruolo per lui, lo ha fatto alla Roma e lo fa in Nazionale, per caratteristiche e momento di carriera”.

SULLA CESSIONE DI GODIN– “Di mercato non parlo, sapete benissimo. Qualsiasi cosa accaduta è stata una situazione ponderata, valutata con il club e con i dirigenti. A me spetta allenare e far rendere al massimo la rosa. Le domande di mercato dovete farle a chi è giusto che ne parli”.

PROBLEMI ANCHE IN MEZZO- “Sinceramente, se rivedete la partita, Barella ci è arrivato spesso. Anzi, le caratteristiche di Niccolò sono proprio quelle, un po’ mi ci rivedo. Poi lui è più bravo di me e può diventare un top-player. Nella situazione nostra, tutti i centrocampisti arrivano spesso alla conclusione”.